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Salute Bevono e fumano meno degli uomini, ma sono più sedentarie

Donne: cresce l'aspettativa di vita ma consumano più farmaci

Secondo i dati di Osservasalute 2015, le donne avrebbero un'aspettativa di vita di 85 anni, a fronte degli 80,3 anni degli uomini. Tuttavia assumono più medicinali, e sono soggette a patologie come malattie cardiovascolari, obesità e carcinoma polmonare, un tempo considerate esclusiva maschile

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Donne: cresce l'aspettativa di vita ma consumano più farmaci Thinkstock

La fotografia dello stato di salute delle donne italiane, scattata da Onda (Osservatorio nazionale sulla salute della donna) e Farmindustria, mostra una realtà nella quale esse risultano più longeve degli uomini, ma anche consumatrici di medicinali in misura maggiore rispetto ai loro compagni e più predisposte a malattie che un tempo erano considerate maschili. Secondo le stime, infatti, le donne italiane hanno un'aspettativa di vita di 85 anni, a fronte degli 80,3 degli uomini; ma quelle che una volta erano ritenute patologie a prevalenza maschile - malattie cardiovascolari, obesità, carcinoma polmonare - sono ora fra le principali cause di morte al femminile. Inoltre, rispetto agli uomini, le donne consumano più farmaci: in percentuale intorno al 67,5%, contro il 58,9% dei maschi.

I dati sono quelli dell’Osservasalute 2015 e sono raccolti nella quinta edizione del ‘Libro bianco sulla salute delle donne’ (a cura di Onda con il supporto di Farmindustria), l’appuntamento biennale con il mondo della medicina al femminile: un focus importante per una specificità di genere; il che vuol dire anche diverso accesso alle terapie, agli studi sperimentali e ai nuovi farmaci.

Secondo lo studio, le donne fumano e bevono meno rispetto alla controparte maschile: il 14,8% della quota femminile dichiara di fumare, rispetto al 24,5% dei maschi; mentre l'8,2% consuma alcol ‘a livelli di rischio’, un terzo rispetto alla controparte maschile. Nonostante le donne in sovrappeso siano meno degli uomini (28,2% contro 44,8%), sono loro a praticare meno sport e a essere più sedentarie: solo il 10,3% fa attività sportiva con continuità e il 44,1% è sedentaria; contro, rispettivamente, il 27,1% e il 35,5% dei maschi.

«La nostra è una sfida intrapresa con idee e con slancio, convinti che si possa dare un contributo per modificare l'impostazione androcentrica della medicina - afferma la presidente di Onda, Francesca Merzagora - il volume rinnova il nostro impegno volto a rendere l'approccio di genere uno strumento di programmazione sanitaria»

Pubblicato il: 30-11-2016
Di:
FONTE : Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna, Farmindustria

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