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Allarme meningite: un vademecum per saperne di più

La patologia torna a far paura, dopo che in Toscana sono morte due donne nel giro di pochi giorni. Prevenirla è facile: basta vaccinarsi. Possibili sintomi: febbre, emicrania, rigidità muscolare

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Allarme meningite: un vademecum per saperne di più Thinkstock

La meningite torna ad uccidere e salgono a due le vittime negli ultimi giorni; l’ultimo decesso, avvenuto ieri a Livorno, è quello di Lilia Agata Caputo, 64 anni, insegnante originaria di Rimini ma residente a Viareggio. Ricoverata lo scorso 24 ottobre con febbre alta, la signora era affetta da meningite pneumococcica (e non meningiococcica), cioè di tipo non contagioso; dunque, dopo il ricovero, non era stato necessario far scattare il piano di profilassi come accaduto invece lunedì con la donna di 45 anni uccisa a Firenze dal ceppo C, che in Toscana si è dimostrato estremamente aggressivo: dal 2015 i casi da meningococco C sono stati 57 in Toscana, tredici dei quali mortali.

Cerchiamo dunque di capire meglio cos’è la meningite, come si trasmette e come affrontarla.

Si tratta di una malattia non frequente ma molto aggressiva, al punto che, tra coloro che vengono colpiti, una persona su dieci muore e tre riportano conseguenze permanenti.

La meningite di tipo batterico è la più pericolosa e può avere conseguenze permanenti se non addirittura la morte. Gli agenti patogeni che provocano la meningite sono il meningococco, lo pneumococco e l'emofilo; risiedono nelle alte vie respiratorie (naso e gola) spesso di portatori sani e asintomatici. La presenza del batterio, dunque, non è in sé indice di malattia e la trasmissione avviene da persona a persona attraverso secrezioni respiratorie, ma questi batteri fuori dell'organismo sopravvivono solo per pochi minuti.

I sintomi sono spesso difficili da riconoscere: entro le prime dieci ore si manifestano febbre e leggera emicrania; successivamente il mal di testa diventa forte, compare rigidità muscolare e la febbre si alza; dopo circa venti ore si presentano sintomi gravi come perdita di conoscenza, convulsioni e macchie sul corpo.

Solo nel 10% dei casi la malattia è rapida e porta al decesso in poche ore, il 50-60% dei soggetti colpiti guarisce completamente, mentre il 30% sopravvive riportando conseguenze gravi: protesi acustiche o degli arti, cicatrici invalidanti, problemi alla vista.

Evitare la malattia è facile, basta vaccinarsi, previo colloquio col proprio medico di famiglia; tutti possono garantirsi una difesa dalla meningite: adulti, anziani e bambini. Comunque sia, nei casi di infezione in atto e entro 10 giorni - periodo di incubazione - è possibile fare la profilassi, ossia una terapia antibiotica specifica: più è precoce, maggiori sono le probabilità che la malattia guarisca.

Pubblicato il: 23-11-2016
Di:
FONTE : Agenzia Giornalistica Italia

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