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Diabete: le linee guida OMS su come prevenirlo

Secondo le stime dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, 346 milioni di persone nel mondo soffrono di diabete. Ecco alcuni consigli su come evitare di ammalarsi: dall'attività fisica all'alimentazione

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Diabete: le linee guida OMS su come prevenirlo Thinkstock

Il diabete è una malattia di cui, secondo le stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, soffre il 9% della popolazione mondiale (346 milioni di persone) e il fenomeno non sembra destinato a migliorare: nell’arco di dieci anni, il numero dei decessi a causa del diabete rischia di crescere persino del 50%. In Italia questa malattia colpisce il 5,5% della popolazione; ai 3 milioni diagnosticati va aggiunto almeno un altro milione di persone che ignorano di avere il diabete.

Fino a qui le statistiche, ma cosa si può fare per contrastare questa terribile malattia? Anzitutto è necessario prestare particolare attenzione alla prevenzione, per cui è possibile fornire una serie di consigli.

Importante è abituarsi, ed educare i più piccoli, a uno stile di vita sano, svolgendo regolare attività fisica: una trentina di minuti al giorno sono sufficienti per tenere sotto controllo glicemia e peso corporeo; per coloro che sono in sovrappeso, perdere anche solo cinque chili può ridurre significativamente il rischio di contrarre il diabete.

Puntare su una corretta alimentazione, sia in età infantile sia in età adulta, preferendo i cibi semplici a ciò che è ricco di grassi ed evitando di saltare i pasti, a partire dalla prima colazione. Secondo moltissimi studi il magnesio e le vitamine C e K riducono le probabilità di ammalarsi di diabete del tipo 2. Vivamente consigliati sono gli alimenti che contribuiscono a tenere sotto controllo i livelli di zucchero nel sangue, cioè quelli ricchi di fibre come legumi, cereali integrali, frutta (in particolare ananas e avocado) e verdura (soprattutto quella a foglie di colore verde scuro).

Prestare particolare attenzione ai sintomi: è bene consultare il medico qualora si riscontrino eccessiva fame o sete, perdita improvvisa di peso, frequente bisogno di urinare, vista annebbiata ed estremità spesso intorpidite.

Eseguire controlli periodici - dopo i quarant’anni è doveroso controllare la glicemia ogni 2-3 anni in rapporto al tipo di rischio - riduce la probabilità di essere colpiti dalle complicanze più serie legate alla malattia, quali: disfunzioni renali, cecità e danni all’apparato nervoso.

Pubblicato il: 17-11-2016
Di:
FONTE : Organizzazione Mondiale della Sanità

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