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Salute La psicoterapia per curare il dolore cronico

Il 57% degli italiani sperimenterebbero l'ipnosi in medicina

Secondo i dati dell'indagine del Centro di ipnosi clinica di Roma, la maggior parte degli intervistati sarebbe propenso a provare lo stato di trance come pratica, soprattutto per la cura della cefalea e del mal di schiena

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Il 57% degli italiani sperimenterebbero l'ipnosi in medicina Thinkstock

«Tra lo stato amoroso e l'ipnosi non c'è gran distanza», almeno stando a quanto dice Sigmund Freud. Sarà forse per questo che il 57% degli italiani si dichiara propenso alla sperimentazione e utilizzo dell’ipnosi in campo medico? Questi almeno sono i dati della prima indagine italiana sul tema, condotta dal Centro di ipnosi clinica di Roma che saranno presentati durante il congresso nazionale di Verona dal 21 al 23 Ottobre.

Sperimentare lo stato di abbandono tipico della pratica evidentemente solletica più di un animo, ma la confusione e disinformazione sui reali effetti e utilizzi della disciplina è allarmante e frutto di clichés e approssimazione. Negli altri paesi sono gli stessi sistemi sanitari a promuovere l’utilizzo dell’ipnosi nella terapia del dolore o come aiuto nella risoluzione di problemi psicologici quali ansia o attacchi di panico. Sul territorio nazionale invece l’impiego ospedaliero è pressoché ignorato e la pratica viene lasciata in mano ai singoli professionisti abilitati, che devono da soli scontrarsi contro stereotipi diffusi. Eppure la psicoterapia ipnotica è accessibile tramite ticket, con copertura parziale del sistema sanitario: ma ovviamente, per accedervi, bisogna ricorrere ai terapeuti abilitati in strutture esterne a quelle ospedaliere.

Un’efficace campagna di informazione e sensibilizzazione riguardo gli utilizzi della disciplina permetterebbe ai 6 italiani su 10 che si sono manifestati propensi alla sperimentazione dello stato di trance di utilizzare la dissociazione dalla realtà anche nella cura del dolore cronico, con percentuali di diminuzione dei farmaci dal 50% al 100%, per esempio in caso di cefalee o mal di schiena. Ovviamente gli effetti differiscono da paziente a paziente e molto consta nell’abilità del terapeuta di creare una relazione basata sulla fiducia e sulla sottomissione che non si discosta troppo dalla dinamica amorosa. E questo Sigmund Freud l’aveva intuito già nel 1921.

Pubblicato il: 21-10-2016
Di:
FONTE : Centro di Ipnosi Clinica di Roma

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