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Salute Presentati al congresso SICPRE i dispositivi di ultima gener

Mastoplastica additiva, arrivano le protesi invisibili

Obiettivo naturalezza per il più eseguito intervento di chirurgia plastica. Da raggiungere con il silicone o ricorrendo al trapianto del proprio grasso

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Mastoplastica additiva, arrivano le protesi invisibili Thinkstock

Aumentare il seno in tutta naturalezza, impiantando protesi che si comportano come i tessuti mammari: l’obiettivo sembra possibile con gli ultimissimi dispositivi lanciati sul mercato e presentati al 65 congresso nazionale della Società Italiana di chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica SICPRE, che ha appena chiuso i battenti a Torino.

«La novità rappresentata dalle protesi di ultima generazione – spiega Fabrizio Malan, presidente del congresso – è quella di mimetizzarsi completamente con i tessuti vicini, seguendone il movimento». Per capire il concetto bisogna richiamare il comportamento, per dir così, del seno naturale, che assume una forma diversa quando la donna è in piedi, con le braccia alzate, inclinata in avanti, sdraiata supina o su un fianco. »Sino ad ora – dice ancora Malan – in alcune di queste posizioni sia le protesi tonde sia quelle anatomiche risultvano percepibili, le prime per lo scalino facilmente visibile nella parte superiore della mammella, le seconde per la posizione innaturale assunta dal seno a pancia in su».

La caratteristica delle nuove protesi, invece, è quella di essere così morbide ed elastiche (sono realizzate in gel viscoso) da confondersi completamente con i tessuti mammari, senza apparire mai come corpo estraneo. Ancora, grazie alla loro morbidezza, queste protesi richiedono per l’impianto un’incisione minore. Al termine dell’intervento, quindi, la cicatrice è più piccola e meno visibile.

«E poi le protesi di ultima generazione sono realizzate praticamente su misura – dice ancora Malan -: al momento si può scegliere tra circa 500 tipi, diversi per forma, dimensione e rivestimento».

Per chi sogna un intervento ancora più naturale, anzi completamente naturale, arrivano dal congresso una serie di buone notizie legate al lipotrapianto, tecnica che consiste nel prelevare il grasso dai punti del corpo in cui è naturalmente presente e poi, dopo averlo opportunamente trattato, nel trasferirlo nel seno per aumentarne il volume.

«La tecnica è sicura ed efficace – dice Michele Zocchi, professore alla Vietnam National University, dove dirige un centro per la ricerca sui biomateriali -, ma deve essere eseguita in modo corretto. Non è vero che il grasso trapiantato non sopravvive al trattamento, ma è vero che questo trattamento bisogna saperlo fare, eliminando dal tessuto adiposo i trigliceridi e le componenti meno vitali». Nessun difetto e nesun limite, quindi? «No – ammette Zocchi -. L’intervento non si può eseguire su pazienti molto magre che desiderano un aumento notevole perché in questo caso manca il grasso da trasferire. Ma il limite non sarà più tale quando sarà possibile coltivare in vitro il grasso, passaggio che al momento la legge vieta, prima di impiantarlo nel seno».

Pubblicato il: 27-09-2016
Di:
FONTE : SICPRE

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