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Salute Torna l'incubo della farmaco-resistenza

Allarme a Firenze: scoperto batterio resistente ai farmaci

Il Laboratorio di Microbiologia Clinica dell'Ospedale Careggi ha riscontrato la presenza di un ceppo di Klebsiella Pneumoniae, batterio responsabile della polmonite

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Allarme a Firenze: scoperto batterio resistente ai farmaci Thinkstock

Già da qualche tempo la comunità scientifica ha messo in guardia le persone dai pericoli di assumere antibiotici senza prescrizione medica e senza una reale motivazione, cosa che può portare come conseguenza a dei batteri che sviluppano un grado di tolleranza tale da questo tipo di medicinale da non poter essere più curabili con le terapie tradizionali. Sfortunatamente, le previsioni non erano semplici prospettive pessimistiche, ma fondate certezze. E l'incubo di ripiombare in un'era buia della medicina, in cui si può morire per patologie considerate in precedenza debellate, o banali, è sempre più reale.

È di questi giorni la notizia che sarebbe stato identificato presso il Laboratorio di Microbiologia Clinica dell'Ospedale Careggi di Firenze un ceppo di Klebsiella Pneumoniae, batterio responsabile della polmonite, denominato mcr-2 e resistente sia alla colistina, antibiotico efficace sulla gran parte dei batteri Gram-negativi considerato spesso come ultima ratio, che ad un altra categoria di farmaci importanti, i carbapenemi. È scattato subito l'allarme in tutta la comunità scientifica nazionale, anche perché sebbene non si tratti della prima volta che si riscontra il fattore di resistenza mcr-2 in Italia, in precedenza era stato più che altro evidenziato su ceppi di Escherichia Coli: per di più, tale fattore di resistenza sarebbe facilmente trasferibile da un batterio all'altro.

Inoltre, il paziente sul quale è stato riscontrato il ceppo non è mai stato trattato con la colistina, cosa che dimostra quindi come tale resistenza possa verificarsi anche in assenza di fattori che ne promuovono l'insorgenza. Insomma, l'Associazione Microbiologi Clinici Italiani ha messo in guardia dai pericoli derivanti da questa scoperta, affermando come sia assolutamente imperativo dover prendere tutte le misure cautelative necessarie per impedire l'avanzata di questo nuovo tipo di batteri. Auspicata dai portavoce dell'organizzazione una collaborazione attiva sul monitoraggio che i laboratori di microbiologia clinica svolgono ogni giorno al fine di identificare strategie comuni di prevenzione e trattamento di quella che è oramai, a tutti gli effetti, una delle più gravi crisi sanitarie a cui dobbiamo dare risposta.  

Pubblicato il: 11-07-2016
Di:
FONTE : Ospedale Careggi, Associazione Microbiologi Clinici Italiani

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