Sondaggio

Sondaggio

La scelta vegetariana: perché lo fai?
Vota

Terme di Comano

Comano: valle della salute
Vai allo speciale

La terapia per la psoriasi a placche? Un'iniezione sottocute

Tre studi in fase 3 hanno evidenziato la bontà della molecola Ixekizumab nel trattamento della psoriasi a placche, la forma più comune

3.75 di 5
La terapia per la psoriasi a placche? Un'iniezione sottocute Thinkstock

Chi soffre di psoriasi sa che la sua condizione oltre a colpire la pelle è spesso collegata con altre gravi malattie sistemiche come il diabete, i disturbi cardiovascolari o l’artrite reumatoide.

La forma a placche è molto comune, alterna periodi di riacutizzazione e remissione, si presenta con chiazze squamose, che tendono ad allargarsi con il tempo e a comparire su tutto il corpo, in particolare a livello di gomiti, ginocchia, cuoio capelluto e polpacci.

Le chiazze sono molto pruriginose, antiestetiche e spesso inducono chi ne soffre,  a grattarsi in maniera  parossistica, con il rischio di creare infezioni a livello di ogni chiazza.

La psoriasi non è assolutamente una malattia contagiosa, ma è un disordine immunitario tuttavia  la percezione comune è ancora, di scansare chi ne soffre per paura di sviluppare le lesioni!

Tre studi in fase 3, come documenta un articolo recentemente pubblicato sulla rivista New England Journal of Medicine, hanno evidenziato come il trattamento per via sottocutanea con un’iniezione a base di Ixekizumab è molto promettente nella cura alla psoriasi a placche.

I dati a disposizione hanno indicato come i primi miglioramenti si registrino già dopo un paio di settimane, un dato molto interessante se si pensa che la maggior parte dei pazienti affetti da psoriasi è scoraggiato nel seguire attentamente le terapie prescritte, anche a causa della lentezza con cui compaiono i primi miglioramenti.

L’utilizzo di questo farmaco per via iniettiva sottocutanea, invece, ha evidenziato un’ ottima tollerabilità, sicurezza e pelle pulita (cioè libera da lesioni) per circa 8 pazienti su 10.  

Risultati significativi sono stati registrati già a 12 settimane di trattamento, con il mantenimento della remissione o comunque dei risultati ottenuti fino alle 60 settimane di trattamento.

Ixekizumab è un anticorpo monoclonale umanizzato capace di inibire il rilascio di citochine pro-infiammatorie e chemochine.

La molecola è stata approvata dalla Food and Drug Administration (FDA) statunitense nel marzo 2016 per il trattamento della psoriasi a placche da moderata a grave in pazienti adulti che sono candidati alla terapia sistemica o fototerapia; il farmaco per via iniettabile sottocute Ixekizumab è prodotto da Eli Lilly.

Pubblicato il: 08-07-2016
Di:
FONTE : Redazione - Comunicato stampa

© 2017 sanihelp.it. All rights reserved.