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Salute Presto nuovi farmaci che ne disattivino l'azione

Scoperta Mical2, proteina che aiuta il tumore a diffondersi

Uno studio internazionale congiunto, capitanato dai ricercatori italiani della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, ha svelato il ruolo fondamentale di una molecola nella proliferazione del cancro e nella diffusione delle metastasi: bloccarne l'azione significa impedire alla neoplasia di colpire nuovi organi sani

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Scoperta Mical2, proteina che aiuta il tumore a diffondersi Pixabay

La lotta ai tumori continua. L'urgenza di trovare delle soluzioni ad un'emergenza che, secondo le stime, porterà un essere umano su due nel mondo ad avere a che fare nella propria esistenza con questa terribile malattia entro il 2050 è enorme: ma la comunità scientifica non si è fatta trovare impreparata, e già durante la scorsa settimana ha prodotto due studi che possono davvero marcare una differenza profonda per tutti i pazienti che combattono per la propria vita. La prima ricerca ha portato al concepimento della biopsia liquida: uno strumento diagnostico non invasivo, che a partire da una semplice goccia di saliva riuscirà ad individuare marcatori tumorali in soli dieci minuti, di modo da iniziare il trattamento in maniera tempestiva e aumentare le probabilità di sopravvivenza. La seconda scoperta è tutta italiana: i ricercatori del San Raffaele di Milano hanno creato un nuovo modo per combattere i tumori, a partire da cellule killer geneticamente modificate che riconoscono le neoplasie e le attaccano. Una terapia innovativa per curare il cancro, che dagli studi sembrerebbe portare a tassi di remissione altissimi.

Ma le notizie non si fermano qui. Un collaborazione mondiale di ricercatori, capitanata ancora una volta da esperti italiani, stavolta della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, ha portato ad una sensazionale scoperta, descritta per la prima volta in questi giorni sulla rivista specializzata Oncotarget. Lo studio congiunto ha portato all'identificazione di una proteina, denominata Mical2: tale molecola aiuta i tumori nella loro progressione e crescita, risultando fondamentale per la diffusione delle metastasi. Ecco perché, secondo gli scienziati in questione, riuscire a mettere fuori gioco questa proteina potrebbe portare ad un vantaggio significativo nella lotta contro il cancro: per questo, nei prossimi anni, potrebbero essere concepiti farmaci proprio in grado di disattivare Mical2, di modo da impedire la diffusione di cellule neoplastiche che invadano tutto l'organismo. Non solo: tale molecola rappresenterebbe anche uno strumento diagnostico, in quanto spia della presenza di un tumore, specie a stomaco e reni. Non è stata riscontrata, infatti, nei tessuti sani degli stessi organi colpiti.

Ma come agisce questa proteina? Si tratterebbe di una specie di apripista per le neoplasie: un'ariete, che si trova in prima linea in quelle cellule neoplastiche che vanno ad invadere nuovi organi. Tuttavia lo studio in questione ha evidenziato che, liberando queste stesse cellule dalla Mical2, esse si indeboliscono e perdono la capacità di invadere nuovi tessuti, di moltiplicarsi, e di aderire perfettamente alla superficie sana. Questa novità rappresenta una scoperta fondamentale in quanto le metastasi, tipiche delle fasi terminali della malattia, sono una delle cause principali di decesso, anche in quanto particolarmente resistenti a trattamenti quali radioterapia o chemioterapia, presentando anche mutazioni genetiche rispetto al cancro originario. Trovare il modo di fiaccare le cellule cancerogene, ed impedirne la proliferazione attraverso una nuova classe di farmaci, potrebbe dunque far la differenza nella lotta contro i tumori.

Pubblicato il: 22-02-2016
Di:
FONTE : Scuola Superiore Sant'Anna, Oncotarget

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