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Salute La depressione colpisce circa il 10% delle future madri

Antidepressivi in gravidanza aumentano il rischio di autismo

Secondo uno studio canadese, assumere questo tipo di farmaci durante il secondo o il terzo trimestre incrementa le probabilità di diagnosi di disordine di spettro autistico nel bambino dell'87%. Solo negli Stati Uniti, più di 200.000 neonati vengono precocemente esposti a tali medicinali

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Antidepressivi in gravidanza aumentano il rischio di autismo Thinstock

Dopo la campagna di sensibilizzazione avvenuta nei mesi scorsi, riguardante i rischi della cattiva abitudine di assumere alcol durante la gravidanza, campagna che ha utilizzato anche immagini piuttosto forti per mettere al corrente dei pericoli di un tale vizio, arriva un ulteriore studio che mette in guardia le future mamme sull'atteggiamento da adottare di modo da minimizzare i rischi per la salute del feto. Infatti, secondo uno studio recente dell'Università di Montreal, pubblicato sulla rivista specializzata Jama Paediatrics, assumere antidepressivi durante il secondo o terzo trimestre aumenta le probabilità che il neonato soffra di autismo.

Per giungere a questa conclusione, i ricercatori canadesi hanno svolto una sperimentazione su tutti i bambini nati in Quebec tra gennaio 1998 e dicembre 2009. Dei 145.456 neonati presi in considerazione, 1.054 hanno ricevuto una diagnosi di disordine dello spettro autistico: si tratta di una percentuale che si attesta circa sullo 0,72% del totale. In media, l'età in cui il bimbo riceve questo infausto responso è di 4,6 anni, con un follow up che si aggira intorno ai 6,2 anni. Successivamente, gli esperti in questione hanno monitorato le condizioni di salute di 4.724 bambini esposti ad antidepressivi a causa dell'assunzione da parte della futura madre: l'esposizione era avvenuta durante il primo trimestre per 4.200 di questi, mentre durante il secondo o terzo trimestre per 2.532. In totale, circa l'1,2% di questi ultimi hanno ricevuto una diagnosi di autismo, mentre per quelli del primo gruppo la percentuale si attestava intorno all'1%.

Dunque, in definitiva, l'utilizzo di antidepressivi da parte di madri incinta durante il secondo o terzo trimestre della gravidanza ha provocato un innalzamento del rischio di insorgenza di disordini dello spettro autistico, nel bambino, pari all'87%; al contrario, la probabilità non ha subito variazioni in caso di assunzione di antidepressivi durante il primo trimestre o nell'anno precedente il lieto evento. Insomma, pur tenendo fermi tutti i limiti che una tale ricerca possa presentare, in quanto non teneva conto di altri fattori piuttosto rilevanti quali il differente stile di vita della futura genitrice, sembrerebbe proprio sussistere una correlazione positiva tra l'assunzione di questo tipo di farmaci e l'autismo nel bimbo. Particolarmente pericolosi, in questo senso, sembrerebbero essere gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina.

Si tratta di un dato comunque piuttosto allarmante, in quanto le statistiche intorno ai disturbi depressivi delle donne incinta non sono di poco conto: secondo l'Agenzia del Farmaco, infatti, ne sarebbero colpite circa l'8-10% delle future madri, percentuale che aumenta fino al 13% durante l'anno successivo al parto. Il problema diventa persino maggiore in caso di problemi ancor più gravi, come il disturbo bipolare, che necessitano di trattamenti ancor più massicci. Recentemente, una sperimentazione dell'Università della California aveva già messo in guardia contro la somministrazione precoce di un certo tipo di farmaci, in quanto possediamo ancora pochissime informazioni riguardo le ripercussioni che un'esposizione precoce può presentare sul feto: circa il 5% dei bambini nati negli Stati Uniti, secondo una statistica, dunque più di 200.000 l'anno solo in America, sarebbero soggetti a un tale rischio. L'assunzione di farmaci in gravidanza dev'essere comunque sempre e perennemente sottoposta a stretto controllo medico.  

Pubblicato il: 15-12-2015
Di:
FONTE : Università di Montreal, Università della California, Jama Paediatrics

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