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Una casa lontano da casa che dona il sorriso

È il caso di Alessandra Fucini, mamma di Zeev, un bambino di 9 mesi in cura presso l'Ospedale Bambino Gesù di Roma, che ha ritrovato serenità e forza grazie all'affetto dello staff della Casa Ronald di Roma Palidoro e alla professionalità dei medici dell'ospedale pediatrico

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Una casa lontano da casa che dona il sorriso Fondazione Ronald Mc Donald Italia

Una «casa lontano da casa» in grado di restituire il sorriso a una mamma che credeva, ormai, di averlo perso per sempre. Si tratta delle case Ronald Mc Donald e, più precisamente, della Casa di Roma Palidoro, in prossimità dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù.

Le case Ronald sono degli alloggi costruiti e gestiti dalla Fondazione per l’Infanzia Ronald Mc Donald Italia (parte di Ronald McDonald House Charities), Onlus nata nel 1999 con l'obiettivo di aiutare i bambini malati e in condizione di disagio ad avere un futuro migliore. Per alcune famiglie, al dramma di un bambino malato e ricoverato in ospedale si aggiunge la preoccupazione di essere lontani da casa, spesso perché la struttura ospedaliera di riferimento non si trova nella città di residenza. Un ostacolo enorme che rende una vera impresa rimanere accanto al proprio figlio nella lotta contro la malattia, generando ulteriore stress e angoscia.

È il caso della famiglia Glück, papà Jonathan e mamma Alessandra, genitori di Zeev (letteralmente "lupo" in italiano) un bambino di 9 mesi nato con gravi problemi dovuti ad una malattia rara non ancora identificata. «A 41 anni mi sono finalmente sentita pronta a diventare madre. Io sono di Torino ma vivo a Roma da 15 anni per lavoro, sono una storica del libro. Appena nato, Zeev è risultato gravemente malato - racconta la madre in un'intervista a Il Giornale.it -. È affetto da deficit fisici e neurologici e dopo un primo periodo al Policlinico Umberto I di Roma siamo riusciti a portare Zeev all'Ospedale Bambino Gesù di Palidoro, che era il nostro obiettivo».

Una volta arrivata a Palidoro, però, per la famiglia Gluck si è posto il problema di trovare un luogo dove alloggiare, loro vivono a Roma e l’ospedale si trova in prossimità di Fiumicino. «Essendo il 10 agosto abbiamo avuto la fortuna di trovare un posto presso la Casa Ronald di Palidoro, una stanza singola che funge da appoggio per me o il mio compagno quando non siamo in ospedale accanto a Zeev. Da quando sono arrivata in questa casa sono letteralmente rinata, soffrivo di una grave depressione ma, grazie all’aiuto dello staff della Fondazione, ho ritrovato il sorriso» continua mamma Alessandra.

Sorriso ritrovato anche grazie ai medici del Bambino Gesù che, stando a quanto afferma la mamma di Zeev, sono riusciti a prendere in carico il difficile quadro clinico del bambino. «Finalmente muove le braccia, deglutisce, ieri per la prima volta ha morso una pezzo di pizza. Certo, la situazione non è semplice, dobbiamo stare attenti anche ai pianti, che per un altro bambino rappresentano un normale sfogo. Zeev se piange può avere una crisi di desaturazione molto forte e diventare cianotico. I medici dell’ospedale, però, lo stanno curando con grande professionalità, c’è un grande dialogo tra noi genitori e lo staff».  

Dal 2007 ad oggi la Fondazione per l’Infanzia Ronald McDonald nelle sue 4 case ha accolto quasi 30.000 bambini e famiglie, per oltre 120.000 pernottamenti offerti, con un risparmio generato per le famiglie di oltre 12 milioni di euro. Vengono definite «case lontane da casa» perchè bambini e genitori possono trovare un’atmosfera accogliente, un ambiente domestico che può, in qualche modo, alleviare i disagi e lo stress che ognuna di queste famiglie vive quotidianamente. «Casa Ronald di Roma Palidoro, la nostra Casa Ronald più grande, ospita ogni anno quasi 3.000 persone senza perdere la dimensione di una «Casa lontana da casa» - spiega Pierluigi Monteverdi, Presidente della Fondazione -. I bambini e le famiglie accolte hanno la possibilità di vivere a pochi passi dalle cure di eccellenza dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, potendo ricaricare le energie in un luogo domestico, contando sulla vicinanza di tutto il nucleo familiare».

«L’elemento più bello di Casa Ronald - aggiunge Alessandra - è che tutte le persone comprendono a fondo la tua situazione. Il mio compagno è violinista e non sapeva dove esercitarsi, ma il parroco di Palidoro, Don Felice gli ha permesso di suonare in cappella. Io, invece, sono riuscita anche a lavorare di notte grazie alla connessione wi-fi offerta dalla casa».

Zeev Glück ha crisi di desaturazione molto forti, bastano un nuovo dentino o delle semplici coliche a non farlo dormire per tutta la notte, esponendolo ad un alto rischio di crisi cardiache. Per questo motivo, una volta tornato a casa, il bambino necessiterà di un’assistenza infermieristica quotidiana che i medici hanno stimato a dodici ore. Tuttavia, la ASL di Roma pertinente alla zona di residenza della famiglia intende autorizzarne solo quattro. «Grazie ai medici del Bambino Gesù, sono convinta che riusciremo ad avere le ore di assistenza che ci spettano - conclude Alessandra -. Voglio che mio figlio sia assistito adeguatamente, ma non solo lui, voglio battermi anche per i genitori che hanno meno grinta di me. A Palidoro, infatti, ho riscoperto me stessa, il mio senso dell’umorismo e la mia forza».

Pubblicato il: 25-11-2015
Di:
FONTE : Dall'ufficio stampa della Fondazione per l’Infanzia Ronald Mc Donald Italia, intervista ad Alessandra Fucini

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