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Tumori cerebrali e tecniche radio chirurgiche

Importanti novità in un settore delicato e di vitale importanza per il trattamento del tumore cerebrale

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Tumori cerebrali e tecniche radio chirurgiche Thinstock

Sono già passati più di 20 anni da quando nell’unità di neurochirurgia dell’IRCCS Ospedale San Raffaele diretta dal professore Pietro Mortini, Professore Ordinario e Direttore della Scuola di Specializzazione in neurochirurgia presso l’università Vita-Salute San Raffaele è stata utilizzata per la prima volta in Italia la radiochirurgia stereotassica con Gamma Knife, una metodica di trattamento radiochirurgico mediante irradiazione, per la cura non invasiva di tumori al cervello, malformazioni vascolari e nevralgie trigeminali.

Questo strumento, da subito, si è rivelato estremamente preciso e ha consentito e permette anche oggi, di somministrare su una lesione anche molto piccola, alte dosi di raggi gamma.

Nell’ultimo decennio la tecnologia Gamma Knife ha trovato un notevole miglioramento grazie all’introduzione del sistema LGK Perfexion®: le caratteristiche di questo nuovo strumento hanno permesso di migliorare la qualità dei trattamenti e di ridurne i tempi a favore del paziente e ha aperto la strada al trattamento di altre problematiche quali il trattamento delle metastasi multiple e delle lesioni craniche periferiche.

Lo strumento Gamma Knife Icon® (dal greco Icon=Immagine) è stato studiato per gestire al meglio il trattamento  dei tumori encefalo/spinali, garantendone la massima accuratezza tramite la combinazione di un sistema di Imaging Stereotassico, possibile grazie ad un Cone Beam CT (TAC on board) integrato, e dell’Adaptive Dose Control che aggiorna il piano di trattamento in tempo reale grazie alle informazioni fornite da un sistema di Optical Tracking ad infrarossi. 

Questa funzionalità permette di monitorare l’accuratezza del posizionamento del paziente in tempo reale controllando conseguentemente l’erogazione della dose in modo sincrono (BEAM ON/BEAM OFF) all’accuratezza richiesta che,  grazie alla combinazione di questi sistemi, viene garantita essere di 0,15 mm.

Come spiega lo stesso Professor Pietro Mortini: «Si tratta di un avanzamento epocale nel campo della Radiochirurgia stereotassica che utilizza tecniche di imaging intraoperatorio e softwares avanzati per mantenere la precisione garantita dal sistema di immobilizzazione meccanica a vantaggio del confort per il paziente. Icon, inoltre, consente trattamenti più complessi senza disagio per il paziente, vantaggio non trascurabile in oncologia soprattutto in relazione alla necessità di molti pazienti di fruire di trattamenti multipli ripetuti».

Pubblicato il: 18-11-2015
Di:
FONTE : Redazione- Comunicato Stampa

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