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Tuttoscienza Dal convegno medico di Comano

La buona identità dei microbi termali

Alto livello scientifico e ricerche mondiali hanno caratterizzato il convegno Microbiota: salute, terme e alimentazione è il titolo del congresso mondiale che si è svolto nel centro termale trentino, centro specializzato oltre che vera eccellenza per la cura della psoriasi e della dermatite atopica

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Sono stati più di 100, fra medici e ricercatori, i partecipanti al convegno medico che si è tenuto ad inizio ottobre alle Terme di Comano, da anni riconosciute a livello europeo come uno tra i tre più importanti centri termali di dermatologia. Qui l’impegno sul fronte della ricerca medico scientifica è massimo ed è per questo che il programma presentato è risultato molto ricco e interessante con interventi che hanno spiegato il rapporto fra il microbiota e numerose malattie: dai tumori alle malattie cutanee, dalla fibrosi cistica alla celiachia, dalle alterazioni intestinali alla tolleranza alimentare.

Sul fronte dermatologico sono stati presentati i primi risultati della ricerca, attuata dalle Terme di Comano con CIBIO, che ha investigato il ruolo del microbiota nelle malattie della pelle. Le prime ipotesi emerse confermano che il provato effetto curativo di acque termali come quelle delle Terme di Comano sia almeno parzialmente dovuto al ripristino di un microbiota cutaneo sano indotto dalle caratteristiche fisico-chimiche delle acque utilizzate e dai microbi buoni contenuti.

Il convegno dal titolo Microbiota: salute, terme e alimentazione, organizzato in collaborazione con le più importanti realtà di ricerca del Trentino, fra cui il Centro di Biologia Integrata dell’Università di Trento  - CIBIO, FBK e FEM - ha individuato di fatto nuove modalità e strade per affrontare alcune malattie,  in particolare quelle della pelle, come psoriasi e dermatiti. Non a caso, in questo campo, le Terme di Comano sono un’eccellenza italiana:  vantano infatti l’unicità dimostrata  scientificamente dell’efficacia terapeutica dell’acqua termale di Comano, unica in Italia con proprietà anti-infiammatorie, lenitive ed emollienti.

I risultati preliminari presentati al convegno di Comano sono frutto del lavoro del CIBIO  che opera con il più grande gruppo di ricercatori italiani e internazionali sul mircobiota. Alla base dei loro studi e delle ricerche ci sono le cellule microbiotiche (prevalentemente batteri e funghi), gran parte delle quali popolano la pelle. Lo studio ha originato da un lato la messa a punto di una metodologia sperimentale per il sequenziamento del microbiota cutaneo, dall’altro la definizione del microbiota cutaneo nella psoriasi e l’analisi longitudinale delle variazioni indotte dalla cura termale sul microbiota cutaneo in psoriasi e dermatite atopica.

I risultati evidenziano una ridotta biodiversità del microbioma e una marcata specializzazione microbica a livello di ceppo nelle lesioni psoriasiche, oltre l’esistenza di un numero elevato di organismi non ancora conosciuti che colonizzano la pelle. Questa scoperta è stata possibile grazie all’avvento delle tecniche metagenomiche (non basate cioè sulla coltivazione) che hanno permesso lo studio della massa microbica in vivo. La ricerca ha infatti un alto contenuto innovativo anche in funzione del fatto che tali metodi non sono stati, ad oggi, applicati al microbiota cutaneo in malattia.

A Comano, Nicola Segata, recente vincitore del Glob Award assegnato dalla Leo Pharma Research Foundation a talentuosi giovani ricercatori, ha spiegato che «i primi risultati sulla ricerca suggeriscono che una diminuita biodiversità microbica e specifiche sue configurazioni sono correlate all’andamento clinico della psoriasi. I microrganismi presenti nelle placche psoriasiche comprendono anche virus e funghi, alcuni dei quali non ancora studiati. Tali organismi potrebbero avere un ruolo rilevante nella psoriasi. Così come sembra emergere che ogni persona potrebbe avere un suo particolare corredo di ceppo di batteri».

Interessanti e per certi versi sorprendenti anche i primi risultati condotti con tecniche metagenomiche sull’acqua termale di Comano. È emerso che le proprietà terapeutiche dell’acqua termale, oltre che alle caratteristiche chimico-fisiche proprie di un’acqua ipotermale bicarbonato calcio magnesiaca con temperatura costante di 27°C, possono essere collegate anche alla presenza di microbi buoni. Mario Cristofolini, Presidente dell’Istituto G.B. Mattei per la ricerca termale, spiega che nell’acqua termale di Comano un 30% di microbi buoni presenti non è ancora noto. Sarà compito delle future ricerche dare un’identità precisa a questi microbi, che potrebbero essere i veri protagonisti delle capacità curative dell’acqua di Comano e dare spazio a nuove forme di applicazione, come per esempio in campo cosmetico.

Pubblicato il: 28-10-2015
Di:
FONTE : Ufficio Stampa Terme di Comano

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