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Salute Cardiochirurgia

La plastica che allarga il cuore

È quanto ottiene la tecnica ideata a Policlinico di Monza che nella cardiomiopatia ipertrofica, all'origine di molte morti improvvise, ripara la valvola mitrale senza sostituirla con una protesi

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La plastica che allarga il cuore Thinstock

Una nuova tecnica di cui la rivista dei cardiologici americani ha appena pubblicato gli ottimi risultati, riesce a migliorare il trattamento della cardiomiopatia ipertrofica, quella malattia che ingrossando le pareti del cuore fino a sfiancarlo, è la causa più frequente di morte improvvisa nei giovani, soprattutto fra quelli che praticano discipline sportive. 

In che modo? Riparando la valvola mitrale (quella che mette in connessione la cavità sinistre del cuore, l’atrio con il ventricolo), o meglio, facendole una vera e propria plastica, anziché sostituirla (come si è fatto per molto tempo) con una protesi meccanica che causa non pochi inconvenienti. Come spiega Paolo Ferrazzi, direttore del Centro della Cardiomiopatia Ipertrofica del Policlinico di Monza, il cardiochirurgo che ha ideato e messo a punto la metodica di cui ha ora pubblicato i risultati su quaranta pazienti: «Riparando la valvola si evita la sostituzione con la protesi meccanica che rende indispensabile il ricorso agli anticoagulanti per tutta la vita con l’inevitabile rischio di emboli. Considerando la giovane età dei malati, il rischio di un ictus nel corso dell’esistenza diventa un’eventualità pericolosamente probabile. I casi pubblicati finora ci dimostrano che questa strada alternativa è possibile con ottimi risultati. Ho cominciato a lavorare a questa idea quando ero all’Ospedale di Bergamo (dove ha diretto la cardiochirurgia per molti anni, fino al 2013 ndr), ho continuato a Monza e ho avuto la collaborazione delle più importanti strutture cardiologiche del nostro Paese, tra cui il Galliera di Genova».

La cardiomiopatia ipertrofica è una patologia genetica caratterizzata da un marcato aumento di spessore della parete muscolare del cuore ed è la più frequente causa di morte improvvisa fra i giovani al di sotto dei 35 anni (il 30% durante sforzi o attività sportiva). Relativamente frequente, nella popolazione generale colpisce approssimativamente una persona su 500, spesso in forma lieve che non dà disturbi, ma in circa il 20-25 per cento dei casi porta a un ostacolo importante allo svuotamento del cuore. Ostacolo causato dall’aumento dello spessore delle pareti del ventricolo sinistro, e da un anormale comportamento della valvola mitrale che interferisce con il flusso del sangue. 

Questa forma di cardiomiopatia ipertrofica viene definita ostruttiva ed è associata a un decorso più grave: nella maggioranza dei casi compare un’insufficienza cardiaca. Inizialmente si cerca di curarla con i farmaci ma per i pazienti che non rispondono alla terapia medica, si ricorre all’intervento chirurgico. L’operazione si esegue a cuore aperto e consiste nell’asportare una piccola porzione di muscolo ispessito (mediamente 4 grammi) allargando così il ventricolo sinistro in quell’area e abolendo l’ostruzione. Inoltre si normalizza la funzione della valvola mitrale, sostituendola con una meccanica, eliminando l’ostacolo allo svuotamento della cavità cardiaca. L’intervento ideato da Ferrazzi, che ha totalizzato una grande esperienza in questo campo, limita l’invasività della procedura, riparando la valvola con i medesimi risultati della sostituzione con una protesi meccanica. Il buon risultato sembra reggere anche a lungo termine. Un’eccellenza italiana.

Pubblicato il: 21-10-2015
Di:
FONTE : Intervista al Prof. Paolo Ferrazzi

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