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Un laser innovativo per la cura delle paralisi post-coma

Uno strumento di alta ingegneria che l'Associazione no profit "Quanta Patrons of the Health" donerà al Centro Villa Beretta, punto di riferimento nazionale e internazionale nel campo della riabilitazione

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Un laser innovativo per la cura delle paralisi post-coma Thinstock

Si accende una speranza per chi, dopo mesi o addirittura anni di coma per un incidente o una grave malattia, si trova completamente o parzialmente paralizzato. La soluzione potrebbe essere un laser chirurgico in grado di sostituire i troppo invasivi e, spesso, poco risolutivi interventi con il bisturi convenzionale. 

Si tratta del laser al Tullio, una tecnologia tutta italiana, nata circa otto anni fa, che ha recentemente fatto il suo ingresso in chirurgia ed, in particolare, in chirurgia generale e toracica, in gastro-enterologia interventistica ed in urologia.

E proprio per promuovere la diffusione di soluzioni chirurgiche innovative per questi pazienti, la neonata Associazione no profit Quanta Patrons of the Health ha recentemente annunciato la donazione di uno di questi laser al Centro di Riabilitazione Villa Beretta di Costa Masnaga (Lecco). In dettaglio, la struttura riceverà uno strumento capace di garantire innovativi trattamenti per le spasticità gravi o le ossificazioni para-articolari post-coma (POA). «Villa Beretta è un centro di eccellenza di medicina riabilitativa, un punto di riferimento nazionale e internazionale, in cui le migliori innovazioni medico-scientifiche e tecnologiche sono funzionali a fornire sostegno e cura a chi soffre - spiega l’Ing. Paolo Salvadeo, fondatore dell’Associazione -. Grazie alla passione e professionalità del Dottor Franco Molteni, Primario della Riabilitazione del Centro, abbiamo compreso quanto potesse essere importante donare loro una strumentazione di ultima generazione, con cui riaccendere la speranza dei pazienti della struttura».

Oggi, a Villa Beretta, i medici, per trattare gli arti torti da spasticità pesanti (piede torto o contratture deformanti degli arti), recidono o diminuiscono il segnale motorio per la contrazione muscolare, rendendo l’arto flaccido (riduzione totale) o riducono la sua contrazione (riduzione parziale). Questa pratica chirurgica è svolta tramite bisturi convenzionali. Una seconda soluzione è la riduzione del segnale nervoso tramite l'impianto di dispenser di soluzione botulinica; una metodologia, questa, che prevede operazioni chirurgiche periodiche per il cambio della pompa e del dispenser.

Rispetto alle metodologie tradizionali, il laser al Tullio, è «uno strumento preciso, selettivo, sicuro e mini invasivo  - continua Salvadeo -. Il chirurgo ha bisogno di una macchina veloce e affidabile, caratterizzata da un ottimo grado di emostasi. Al contempo, la particolare radiazione emessa dall’apparecchiatura (a 2 micron circa), permette di ottenere una profondità di coagulazione (il cosiddetto danno termico ai tessuti sottostanti o circostanti) massima di due decimi di millimetro. Questo, di per sé, permette di soppiantare la maggior parte delle tecniche tradizionali, garantendo un incisione estremamente sottile, con praticamente nessun sanguinamento residuo».

Un altro obiettivo di Quanta Patrons of the Health, è la diffusione del laser Tullio: Yag, sviluppato per il trattamento delle ossificazioni para-articolari (POA) post-coma. «Le POA, tipicamente presenti sul quadricipite femorale in seguito ad un lungo coma, impediscono la distensione dell’arto e quindi rendono, di fatto, impossibile collocare un paziente sulla sedia a rotelle, costringendolo a letto in posizione orizzontale - spiega ancora il fondatore -. Attualmente, vengono ridotte tramite martello e scalpello chirurgici. L’apporto del laser recherà notevoli vantaggi nell’operazione chirurgica di riduzione: maggior precisione, riduzione del sanguinamento correlato, riduzione dei tempi operatori e dei traumi post operatori».

Ad oggi, sono numerosi i laser di questo tipo installati negli ospedali italiani e in varie altre strutture a livello internazionale, ma non ancora per applicazioni di tipo riabilitativo. «Ciò che stiamo realizzando con Villa Beretta. - conclude Salvadeo - costituisce un primato mondiale, avendo donato, per la prima volta, una macchina laser al Tullio per applicazioni riabilitative molto particolari. Mi auguro che altri centri possano presto seguire questo esempio, con un solo obiettivo: la salute ed il comfort post operatorio del paziente, che deve essere, e rimanere, al centro di tutto, sempre».

Pubblicato il: 23-09-2015
Di:
FONTE : Dall'ufficio stampa dell'Associazione no profit Quanta Patrons of the Health, intervista a Paolo Salvadeo

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