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Forma fisica Per una rientro sereno sui banchi di scuola

Più attività fisica per un miglior rendimento scolastico

Diversi studi scientifici dimostrano come i ragazzi che praticano regolarmente sport riescono a concentrarsi più a lungo e ad ottenere voti migliori

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Più attività fisica per un miglior rendimento scolastico Thinstock

Per diventare i primi della classe passare ore ed ore sui libri non rappresenta l’unica strada percorribile: per stimolare la crescita del livello di attenzione e della capacità di immagazzinare nozioni rapidamente, giocherebbe un ruolo fondamentale, secondo la Ricerca, lo sport praticato al di fuori delle mura scolastiche, come sottolineano i risultati di una ricerca dell’Università del Montreal, pubblicata di recente su Annals Journal of Health Promotion, che ha incluso circa 2700 studenti canadesi nati tra il 1997 e il 1998.

«L’ambiente dello sport è da sempre un luogo sano, che tiene impegnati i ragazzi in maniera virtuosa con benefici come lo sviluppo del senso di gruppo e di cooperazione, il rispetto dei ruoli, il senso di responsabilità - spiega il dottor Andrea Grasso, specialista in Ortopedia e Direttore del Trauma Sport Center della Casa di Cura Villa Valeria di Roma - questo ha effetti diretti sul comportamento e il rendimento scolastico, ma soprattutto il senso di autodisciplina acquisito nello sport si riflette anche nell’attenzione in classe e nello svolgimento dei compiti a casa».

Prosegue il medico: «Le numerose ricerche condotte sull’argomento hanno messo in luce molti effetti positivi di una regolare attività fisica e sportiva: i giovani atleti hanno voti più alti della media, specialmente nella lingua madre e in matematica, si diplomano in tempo e fanno meno assenze. Una interessante ricerca inglese su 5000 ragazzi ha rilevato ad esempio che un esercizio di 17 minuti in più al giorno per i maschi e 12 minuti per le femmine migliorano i risultati scolastici nelle materie scientifiche e i benefici perdurano negli anni successivi».

Gli studi dimostrano inoltre che anche dopo soli 5 minuti di attività fisica i soggetti ottengono risultati migliori nei test che misurano abilità intellettuali. E ancora, il 48% degli atleti si dedica allo studio a casa per tre ore in più alla settimana rispetto a coloro che non fanno attività extra-curriculare.

Gli studenti di medie e superiori che fanno sport perdono il 51% in meno di giorni di scuola e presentano il 42% in meno di assenze ingiustificate. I giovani atleti inoltre sono meno coinvolti in risse e atti vandalici (rispettivamente il 27 e il 28% in meno).

Inoltre chi si muove è tendenzialmente portato ad intraprende uno stile di vita più sano ed equilibrato, anche a tavola: un beneficio non secondario in un’epoca in cui sovrappeso ed obesità sono sempre più diffusi anche tra i giovanissimi.

L’attività fisica sembra poi avere un impatto positivo non solo sulle capacità cognitive e attitudinali, che sono una componente importante del successo scolastico, ma anche sulla crescita del cervello in termini di plasticità e connessioni tra i neuroni. Chi fa sport infatti ha un maggiore afflusso di ossigeno al cervello, un incremento nel livello dei neurotrasmettitori e un aumento dei fattori neurotrofici come i fattori di crescita. In ricerche effettuate scansionando il cervello di un gruppo di persone cronicamente sedentarie che si sono sottoposte ad un training fisico, si è immediatamente evidenziato un aumento del volume dell’ippocampo, la zona del cervello associata a memoria e apprendimento.

Per tutelare la salute dei piccoli atleti è però importante, consiglia il medico, sottoporli ad una visita medica annuale, anche quando non obbligatorio, per verificare l’idoneità sportiva: uno strumento di prevenzione per infortuni e traumi, che permette di raccogliere i dati relativi alla storia clinica del paziente, e di effettuare la misurazione della pressione ed un elettrocardiogramma. Più sport dunque ma in sicurezza, per ottenere migliori risultati non solo in termini scolastici, ma più in generale di benessere.

Pubblicato il: 16-09-2015
Di:
FONTE : da un intervento del dottor Andrea Grasso, Specialista in Ortopedia e Direttore del Trauma Sport Center della Casa di Cura Villa Valeria di Roma

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