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Salute Convulsioni e tremori i sintomi tipici della malattia

L'orso polare Knut stroncato da un'encefalite

Uno studio tedesco ha fatto luce sulle cause della morte del piccolo cucciolo dello Zoo di Berlino, divenuto un caso mediatico qualche anno fa: a uccidere l'orsetto polare sarebbe stata un'encefalite da anticorpi anti-NMDA, patologia rara che colpisce solitamente le donne al di sotto dei 30 anni

L'orso polare Knut stroncato da un'encefalite Web

Qualche anno fa, la storia dell'orsetto dello zoo di Berlino, Knut, fece il giro del mondo, diventando un autentico caso mediatico. Figlio di Tosca, un ex artista circense di vent'anni, e Lars, esemplare di tredici anni, il cucciolo fu rifiutato dalla madre alla nascita e venne subito abbandonato assieme al fratellino, morto dopo soli quattro giorni per un'infezione. Tratto in salvo dal guardiano e posto subito in un'incubatrice, Knut riuscì a sopravvivere grazie alle continue attenzioni dell'uomo, Thomas Dorflein, che ogni giorno lo nutriva, gli faceva il bagno e ci giocava. A causa del grande impegno profuso per salvare il cucciolo d'orso polare, il guardiano si guadagnò la Medaglia al Merito di Berlino, prima di rimanere vittima di un attacco cardiaco all'età di 44 anni.

Le controversie attorno alla figura di Knut nacquero quando il quotidiano tedesco Bild pubblicò l'opinione di un'attivista per i diritti degli animali, Frank Albrecht, secondo il quale i responsabili dello zoo avrebbero dovuto trovare il coraggio di porre termine alla vita di Knut, evitandogli così a suo dire l'umiliazione di essere allevato come un animale domestico. La reazione dell'opinione pubblica non si fece attendere e fu veemente: il giornale ricevette numerose lettere di protesta, mentre un gruppo di bambini andarono direttamente allo zoo a protestare contro la proposta di eutanasia. I riflettori dei media, unitamente all'incredibile bellezza e dolcezza del cucciolo, valsero un afflusso di pubblico incredibile ogni volta che Knut veniva mostrato: nell'agosto 2007 la struttura di Berlino fece registrare il numero record di 400 mila ospiti.

Sfortunatamente, la vita da superstar dell'orsetto fu breve: Knut venne trovato morto per un malore improvviso e misterioso il 19 marzo 2011, all'età di soli 4 anni. Da quel momento in poi, molte sono state le ipotesi avanzate per comprendere il motivo della scomparsa del cucciolo: e sembra che i ricercatori del Centro Tedesco per le Malattie Neurodegenerative siano riusciti a svelare l'arcano. Secondo il loro studio, pubblicato sulla rivista Scientific Reports, a stroncare il povero Knut fu un'encefalite da anticorpi anti-NMDA, rara patologia di origine autoimmune che colpisce prevalentemente le donne al di sotto dei 30 anni e causa un processo infiammatorio all'interno appunto dell'encefalo: il sistema immunitario produce anticorpi in eccesso, che invece di andare a combattere corpi estranei quali virus e batteri finiscono col danneggiare le cellule nervose.

Si spiegherebbero così, dunque, i frequenti attacchi epilettici di cui soffriva l'orso Knut: tra i sintomi della malattia, infatti, si possono riscontrare convulsioni, tremori e allucinazioni. La scoperta del centro tedesco fornisce dunque una risposta al mistero del cucciolo divenuto un caso mediatico, e pone anche il punto interrogativo riguardo l'incidenza di malattie di questo tipo, che forse nel regno animale risulta più alta di quanto potessimo pensare. L'ultimo lascito di Knut all'umanità, dunque, potrebbe essere quello di far comprendere meglio i meccanismi di tale patologia anche all'interno dell'essere umano, onde sviluppare applicazioni mediche più precise ed affidabili.  

Pubblicato il: 28-08-2015
Di:
FONTE : Centro Tedesco per le Malattie Neurodegenerative, Scientific Reports

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