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Quando serve un medico in valigia

Precauzioni, consigli, vaccinazioni: quello che si deve sapere per non correre rischi sanitari nel Sud Est Asiatico, in Africa e in America Centrale

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Quando serve un medico in valigia Thinstock

L’estate quest’anno si è fatta sentire facendo impazzire la colonnina delle temperature. Caldo torrido che ha creato qualche problema agli italiani desiderosi di vacanza. Con agosto alle porte, per i più fortunati è arrivato il momento di partire: mare, montagna o viaggi all’estero in paesi esotici anche molto lontani.

Proprio per questi ultimi viaggiatori, è necessario ricordare alcune piccole ma fondamentali accortezze per una vacanza all’insegna della salute. Una particolare attenzione è consigliabile soprattutto per i viaggi nei paesi della fascia tropicale e, in generale, a basso tenore igienico-sanitario. La diarrea del viaggiatore continua ad essere il più frequente guastafeste, ma bisogna prestare attenzione in determinate aree anche alle malattie trasmesse da zanzare.

Innanzitutto, chi sta per partire per un viaggio tropicale dovrebbe sempre «recarsi dal proprio medico o presso la ASL più vicina, per sottoporsi ad una visita e farsi consigliare la chemioprofilassi o la vaccinazione più adeguata - afferma Francesco Castelli dell’Università degli Studi di Brescia e Consigliere Regionale della Società Italiana Malattie Infettive e Tropicali (SIMIT) -. Quando si viaggia nell’Africa Sub-Sahariana e in alcune aree del Sud Est asiatico e dell’America Centrale Meridionale, è importante sapere se la destinazione scelta è considerata malarica. In tal caso, è fondamentale verificare la necessità di una chemioprofilassi e comunque premunirsi di repellenti e insetticidi, ma anche vestirsi con abiti coprenti e con colori chiari che non attirino le zanzare».

In realtà le zanzare non trasmettono solo la malaria (la cosiddetta febbre gialla) ma anche la Dengue, malattia infettiva tropicale causata dall’omonimo virus e la Chikungunya, malattia febbrile acuta virale, epidemica, trasmessa dalla puntura di zanzare infette. «Esistono cinque tipi di malaria con tempi di incubazione diversi, dalle due settimane fino al mese ed oltre - continua l’esperto -. Per questo è importante, al ritorno da una vacanza tropicale, non sottovalutare nessuna febbre, anche se si presenta dopo tre o quattro mesi dal viaggio. Oggi come oggi, esiste una terapia efficace per la malaria; per questo la causa delle forme più gravi è da cercare soprattutto nella diagnosi tardiva».

Attenzione, però, al cibo e all’acqua perché possono provocare diarrea a causa della loro contaminazione batterica, ma trasmettere anche l’epatite A e patologie affini. «Per le bevande è meglio limitarsi alle bottiglie sigillate e evitare il ghiaccio, se non si è sicuri che sia stato prodotto con acqua pulita, perché conserva i microrganismi - spiega ancora Castelli -. Sull’acqua va anche ricordato di prestare attenzione a non bagnarsi in determinati laghi o fiumi in gran parte dell'Africa Sub-sahariana e in molte aree dell’Asia e del Sud America. Il rischio sta nella possibilità di incontrare le larve di schistosoma che si insinuano attraverso la cute, causando una seria malattia parassitaria. Attenzione, sempre in acque dolci, soprattutto se stagnanti, anche alla leptospirosi».

Infine, è essenziale ricordare i rischi connessi a contatti sessuali occasionali: è importante «usare le dovute precauzioni. Le possibili infezioni sessuali sono svariate, da quelle epatitiche alle veneree classiche (sifilide, gonorrea, herpes), fino all’infezione da HIV la cui frequenza nei paesi in via di sviluppo è superiore rispetto a quelli occidentali. Non da ultimo, si raccomanda estrema prudenza negli spostamenti sulle strade e, nel caso di patologie di base pre-esistenti, l'opportunità di portare con se un quantitativo adeguato di farmaci da ripartire tra bagaglio in stiva e bagaglio a mano».

Ricapitolando, prima di partire è importante fare le dovute vaccinazioni, da distinguere tra obbligatorie (l’obbligo riguarda solo alcuni paesi e solo per la febbre gialla) e raccomandate (relative ai rischi effettivamente presenti nel Paese di destinazione), informarsi adeguatamente sul Paese dove ci si sta recando, perché in alcune aree possono esistere condizioni particolari o rischi specifici oltre a quelli, i più comuni, già citati e per i quali è meglio essere preparati.

Pubblicato il: 29-07-2015
Di:
FONTE : Dall'ufficio stampa della Società Italiana Malattie Infettive e Tropicali (SIMIT), intervista a Francesco Castelli

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