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«Dal seme al piatto»: un futuro in rosa per il Mozambico

La ONG milanese ha creato Pemba Verde, un'impresa sociale di agricoltori locali, soprattutto donne, ai quali offre formazione e assistenza per incentivare la coltivazione di prodotti tipici

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«Dal seme al piatto»: un futuro in rosa per il Mozambico Istituto Oikos Onlus

Unire le forze per garantire un futuro migliore alle donne contadine in Mozambico. Si tratta del progetto Dal seme al piatto promosso dall’Istituto Oikos Onlus in collaborazione con un brand emergente di gioielli artigianali creato dai due designer Giulietta Piccioli e Clelia Stincheddu. L’iniziativa nasce nel 2014 con un duplice obiettivo: promuovere il diritto al cibo e la sicurezza alimentare e rendere le donne protagoniste di un nuovo modello di sviluppo economico in grado di conciliare esigenze umane e tutela dell’ambiente.

L’Istituto Oikos, organizzazione non governativa milanese attiva in Italia e nel Sud del Mondo, è presente in Mozambico dal 2012, un paese ricco in termini di biodiversità, ma povero dal punto di vista economico. «La situazione è difficile, soprattutto nelle zone rurali, dove i principali prodotti agricoli, come cereali, riso, fagioli e pomodori vengono coltivati senza il supporto di mezzi meccanici - racconta Rossella Rossi, Presidente di Oikos Onlus -. A questo si aggiunge un crescente consumo del cosiddetto cibo spazzatura, un fenomeno che, non solo contribuisce alla perdita delle tradizioni culinarie, ma ha gravi ripercussioni sulla salute e sull’economia locale».

Per affrontare questi problemi la Onlus ha avviato Pemba Verde, un’impresa sociale che riunisce venticinque associazioni di agricoltori locali, tra cui moltissime donne, ai quali viene offerta formazione e assistenza tecnica per incentivare la coltivazione di prodotti tipici, garantire la sicurezza alimentare e coinvolgere le donne nel rilancio economico della regione.

Fino al 31 ottobre, quindi, sarà possibile acquistando un gioiello della collezione UTERUS del brand artigianale partner di Oikos, finanziare questa impresa sociale. Per ogni pezzo venduto, infatti, il brand donerà il 10 per cento del ricavato a Oikos. «Il progetto è ancora in fase di start-up e ha un costo complessivo di oltre 600.000 euro - continua Rossi -. Un impegno importante che abbiamo deciso di assumerci perché crediamo profondamente in questa iniziativa e vogliamo garantirne la sostenibilità nel tempo. Grazie alla vincita di bandi, pubblici e privati, abbiamo ricevuto la maggior parte dei finanziamenti, ma abbiamo ancora necessità di raccogliere fondi per un totale di 60.000 euro».

La centralità delle donne all’interno del progetto Dal seme al piatto non è casuale; rientra nei programmi culturali di Women For Expo, l’iniziativa di Expo Milano 2015 pensata per parlare di nutrimento e sostenibilità mettendo al centro la cultura femminile. «Credo che Women For Expo sia un progetto molto interessante, uno strumento in grado di portare la voce delle donne all’interno di una manifestazione internazionale come Expo 2015 – afferma ancora la presidente -. In ogni parte del mondo le donne giocano un ruolo fondamentale, sia in termini sociali che economici; purtroppo, però, il loro contributo tende quasi sempre ad essere messo in ombra, a non essere adeguatamente riconosciuto e valorizzato. Grazie a questa iniziativa, invece, Milano ha la possibilità di mostrare al mondo intero l’importanza delle donne e di puntare i riflettori sulla necessità di coinvolgerle maggiormente nei processi decisionali che determinano la crescita e lo sviluppo delle comunità. Istituto Oikos da sempre considera le donne una risorsa importante: per questo molti nostri progetti le vedono protagoniste nel dare vita a un nuovo modo di pensare e di vivere che metta al centro diritti, sostenibilità e tutela dell’ambiente».

Oltre al progetto Dal seme al piatto, Women For Expo ha inserito nei propri programmi culturali anche un altro progetto di Istituto Oikos: Tanzania Maasai Women Art, una cooperativa avviata nel 2007 che oggi produce e vende in tutto il mondo gioielli tradizionali in perline, garantendo alle donne coinvolte un reddito sufficiente per mantenere se stesse e le proprie famiglie. Expo Milano 2015 ha, quindi, scelto di premiare questa iniziativa organizzando una mostra temporanea che sarà allestita dal 9 al 14 agosto nel Padiglione Italia di Expo 2015.

L’Istituto Oikos Onlus (nato nel 1996 per volere di un gruppo di biologi interessati a portare al centro dell’attenzione generale il tema dell’ambiente e della tutela della biodiversità), infatti, opera in diversi contesti in collaborazione con la popolazione locale. «Attualmente abbiamo progetti importanti in Italia, come «Non solo lago» ideato per riqualificare i sentieri delle montagne del Lario e favorire il rilancio del turismo e delle attività tradizionali legate all’agricoltura e all’allevamento; in Tanzania, invece, siamo attivi con il progetto «S.A.F.E Gardens» che ha permesso di creare un orto coinvolgendo le donne più svantaggiate o disabili, che grazie alla vendita dei prodotti coltivati ricevono un piccolo reddito; in Myanmar, infine, portiamo avanti «C.O.S.M.O», premiato lo scorso 6 luglio ad Expo 2015 come una delle 18 migliori iniziative a livello mondiale nell’ambito del programma «Feeding Knowledge», dove ci occupiamo della conservazione e della gestione sostenibile del favoloso parco marino di Lampi» - conclude la presidente Rossi.

Pubblicato il: 22-07-2015
Di:
FONTE : Dall'ufficio stampa dell'Istituto Oikos Onlus, intervista a Rossella Rossi

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