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Salute Cambiamenti nell'area responsabile di memoria e orientamento

La gravidanza modifica il cervello di una donna per sempre

Uno studio britannico ha svelato come la maternità comporti un bombardamento di estrogeni che influenza lo sviluppo del sistema nervoso centrale. Nell'ambito dell'analisi, i ricercatori hanno anche indagato se le terapie ormonali sostitutive aumentino il rischio di Alzheimer nelle donne in menopausa

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La gravidanza modifica il cervello di una donna per sempre Thinstock

«Il parto è un cambiamento e non importa se hai già avuto otto bambini. E’ sempre un cambiamento la volta in cui nasce un altro bambino, perché non sei più la stessa donna che eri prima di avere quel bambino». E se lo dice la professoressa Penny Handford, del Dipartimento di Biochimica dell'Università di Oxford, c'è da crederle. Non v'è dubbio che la gravidanza sia uno stato davvero particolare, tanto da essere contemporaneamente similare alla pazzia e al divino secondo la poetessa Erica Jong: sono nove mesi di sacralità, come confermato dalla scrittrice Erica Bombeck, in cui ti viene concessa «l'occasione di collaborare con Dio alla realizzazione di un miracolo».

Tuttavia, come ogni cambiamento irreversibile, può rappresentare anche qualcosa di spaventoso. Una ricerca condotta dalla Università della British Columbia, presentata in occasione dell'Annual Canadian Neuroscience Meeting, ha confermato questo aspetto del parto. In particolare la responsabile dello studio, la dottoressa Lisa Ganea, ha spiegato come la maternità modifichi il cervello delle donne, a causa del bombardamento ormonale a cui sono sottoposte: l'ondata di estrogeni, infatti, si ripercuote sullo sviluppo di alcune aree del sistema nervoso centrale, influenzandolo in maniera radicale.

I livelli degli ormoni tipici femminili raggiungono proporzioni fino a cento volte maggiori in gravidanza, rispetto alla normalità: tale anomalia finisce con l'alterare la neuroplasticità o la ricrescita delle cellule nervose dell'ippocampo, area del cervello responsabile della memoria e dell'orientamento. Per questo, una seconda parte dello studio è stata dedicata alle terapie ormonali sostitutive nelle donne in menopausa, di modo da comprendere se tali trattamenti possano aumentare il rischio di insorgenza del morbo d'Alzheimer, patologia che rappresenta la principale causa di demenza nel mondo.

Secondo quanto emerso dall'analisi su cavie da laboratorio sia le terapie a base di estradiolo, estrogeno tipico delle ragazze giovani, sia quelle a base di estrone, predominante in quelle più anziane, coadiuvano la produzione di nuove cellule nell'ippocampo: tuttavia, solo con la prima si garantisce la sopravvivenza stessa di queste cellule, cosa che infatti si è dimostrata nei test di memoria e orientamento dei topolini, effettivamente migliorata dopo la cura. Per quel che riguarda l'estrone, invece, gli effetti si sono dimostrati influenzati dalla maternità: le femmine di mezz'età che avevano partorito, infatti, hanno subito un calo delle capacità cognitive dell'ippocampo in seguito alla terapia con questo particolare tipo di estrogeno, capacità che però miglioravano se al contrario la cavia non era madre. Secondo i ricercatori, gli effetti sugli esseri umani dovrebbero essere del tutto similari, in quanto gli ormoni e le cellule coinvolte sono le stesse.

Pubblicato il: 27-05-2015
Di:
FONTE : British Columbia University, Annual Canadian Neuroscience Meeting

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