Sondaggio

Sondaggio

La scelta vegetariana: perché lo fai?
Vota

Terme di Comano

Comano: valle della salute
Vai allo speciale

Noprofit Iniziative umanitarie

Strappiamo alla violenza le vedove bambine

Women for Freedom, Onlus nata nel 2014, cerca di ridare una vita decorosa alle donne emarginate in Nepal, Camerun e Romania attraverso l'accoglienza, l'istruzione e il microcredito

4.4 di 5
Strappiamo alla violenza le vedove bambine Thinstock

La forza delle donne può cambiare il loro destino nei paesi poveri del Mondo. È l’obiettivo di Women for Freedom, organizzazione umanitaria indipendente fondata nel 2014 da sette giovani volontari di Marostica (Vicenza).

L’Associazione, attiva in Italia, Camerun, Romania e Nepal, porta avanti progetti di cooperazione contro la discriminazione e lo sfruttamento delle donne e dei bambini. «Abbiamo fondato Women for Freedom per fare qualcosa di nuovo nel mondo della cooperazione - afferma Davide Parise, presidente della ONG -. Vogliamo stimolare le comunità locali a reagire alle ingiustizie socio-economiche. Non vogliamo essere una stampella, ma fornire gli strumenti perché possano farcela da sole».

A raccogliere questa sfida sono proprio le donne, parte attiva della società nei paesi sottosviluppati. In dettaglio, l’Associazione sviluppa in Italia progetti di sensibilizzazione e raccolta fondi, mentre in Camerun, Romania e Nepal avvia iniziative di microcredito per rendere economicamente indipendenti  le donne da chi ne sfrutta l’operosità in cambio di pochi spiccioli.

In Camerun Women for Freedom collabora con una cooperativa di 800 contadine, aiutandole a difendersi dagli uomini che lucrano sul raccolto. Racconta Parise: «Elargiamo somme di denaro anche piccolissime con cui queste donne riescono a fare grandi cose. Le beneficiarie sono tenute a restituire la somma ricevuta che viene poi reinvestita in un altro Paese. Grazie al loro impegno e al nostro aiuto, hanno fondato tre scuole dove attualmente studiano 150 bambini. Purtroppo, le strutture non sono dotate di servizi igienici e ci stiamo dando da fare per costruirli; si eviterà così una potenziale emergenza sanitaria dovuta all’inquinamento della falda acquifera».

In Romania, la ONG aiuta le donne vittime di violenze e abusi rimaste vedove e con figli a carico. In Nepal, infine, collabora con l’Associazione Women for Human Rights, fondata da Lily Thapa a tutela dei diritti delle donne e, nello specifico, delle vedove. «In questo Paese ci sono vedove giovanissime, perché le donne vengono date in sposa dopo il primo ciclo mestruale - continua Parise -. Questo porta a coppie con grandi differenze di età, dove l’uomo muore lasciando la giovane sposa sola. Le vedove nella cultura nepalese sono la causa della morte del marito e sono vittime di una serie di angherie: il taglio dei capelli, il divieto di indossare il rosso (colore della sposa), l’obbligo di vestire di bianco (colore del lutto), continui abusi sessuali da parte dei componenti della famiglia, il divieto di mangiare frutta e verdura e, fino all’arrivo di Gandhi, la condanna a morte, bruciate vive nel rogo funebre del marito. Inoltre, fino a poco tempo fa, queste donne non avevano il diritto di proprietà, ottenuto grazie alle lotte di Lilly Thapa (anch’essa vedova che si spende da anni per i diritti delle donne in Nepal)».

Quest’anno, l’Associazione si è occupata di due vedove bambine di 14 e 15 anni spendendosi per il loro reinserimento a scuola. Spesso, queste giovani donne hanno dei bambini, considerati i figli di nessuno; Women for Freedom garantisce una giusta istruzione e il reinserimento nella società. «Grazie al sistema del microcredito a rotazione, prestiamo trenta euro a una di queste donne che acquista una scrofa e quando questa  partorisce, inizia a fare l’allevatrice - afferma ancora il presidente -. Questi soldi ci vengono poi restituiti e noi li giriamo ad un’altra donna in difficoltà. Il 90 percento restituisce la somma ricevuta e spesso ci torna anche un piccolo interesse. La garanzia viene dal fatto che la persona ha accesso al credito solo se è parte di un gruppo più ampio di donne che fanno da garanti;  se chi ne ha beneficiato non restituisce la somma, saranno loro a risponderne».

Attualmente, dopo il tragico terremoto che lo scorso 25 aprile ha investito il Nepal causando più di 6.000 morti e 10.000 feriti, i volontari di Women for Freedom cercano di fornire aiuti alla popolazione  rimasta senza casa, acqua e generi di prima necessità. Continua Parisi: «Prima del terremoto eravamo impegnati insieme a Women for Human Rights nella costruzione di un centro di accoglienza poco fuori da Katmandu, con 28posti letto per bambine vedove. Dopo il 25 aprile, abbiamo provveduto sin da subito a inviare aiuti per la popolazione. La somma stanziata è stata di 8.000 euro su 8.200 che avevamo in cassa. Inoltre, nei sette centri di accoglienza distribuiti su tutto il territorio nazionale (uno a Katmandu)  che, per fortuna, sono rimasti tutti in piedi, stiamo ospitando donne incinte e  bambini fino a un anno di età. Grazie al nostro aiuto, è stato possibile acquistare tende per gli sfollati e fornire viveri».

Ora, l’Associazione, che realizza i propri progetti grazie all’autofinanziamento e a donazioni private, ha attivato la campagna di fundraising #HELPNEPAL. Visitando il sito womenforfreedom.org è possibile donare 30  euro per un kit alimentare, 80 euro per due tende per riparo temporaneo e 200 euro per un depuratore dell'acqua. «In collaborazione con l’Ambasciata Tedesca stiamo raggiungendo i paesi nei dintorni di Katmandu rimasti completamente isolati. Stiamo provvedendo a portare loro tende, kit alimentari (lenticchie e riso) e depuratori. Infine, - conclude il presidente - giovedì scorso abbiamo saputo che il Ministero degli Esteri, dopo la nostra richiesta, ci ha destinato parte del contenuto del cargo donato al Nepal e arrivato a Katmandu venerdì scorso. Si tratta di tende e generi di prima necessità che noi, insieme a Women for Human Rights, stiamo distribuendo nei paesini più isolati»

Pubblicato il: 20-05-2015
Di:
FONTE : Dall'ufficio stampa di Women for Freedom, intervista a Davide Parise

© 2017 sanihelp.it. All rights reserved.