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Salute Dermatite, ipertensione, attacchi di panico, insonnia

Ansia, nervosismo, depressione? Potrebbe essere tecnostress

Un'indagine promossa da una onlus italiana ha svelato come molti digital workers sono affetti da disturbi relativi ad un'esagerata esposizione ai campi elettromagnetici di computer, smartphone e tablet. Le conseguenze di questa condizione possono essere anche gravi

Ansia, nervosismo, depressione? Potrebbe essere tecnostress Thinstock

«Nel futuro vedo un computer per ogni scrivania e uno per ogni casa». Parola di Bill Gates, uno che di cervelli elettronici teoricamente qualcosa dovrebbe capirne. In effetti la profezia del capo di Microsoft non è poi così lontana dall'avverarsi, per lo meno per quel che concerne la civiltà occidentale: sempre più persone risultano alfabetizzate a livello digitale, e sempre più persone possiedono un lavoro che li costringe a interagire pressoché quotidianamente con un pc. Senza parlare dei telefonini, oramai molto simili a dei computer in miniatura.

Ovviamente questa connessione e interazione continua con lo schermo porta in dote anche una serie di inconvenienti ed effetti collaterali. Secondo un'indagine promossa dalla onlus Netdipendenza, in collaborazione con l'Associazione Italiana Fornitori Salute e Sicurezza sul Lavoro, o AIFOS, sempre più persone risultano colpite dal cosiddetto «tecnostress», condizione appunto legata al lavoro digitale e consistente in frequenti attacchi nervosismo e pessimo umore. D'altronde, chi dopo una lunga sessione di fronte ad uno schermo non ha sentito gli occhi incrociarsi? E chi non ha mai dato in escandescenze non riuscendo a comprendere il motivo per cui un programma non funziona, o un telefono non prende?

La tecnologia risulta spesso misteriosa ai nostri occhi, governata da un demiurgo dispettoso: e questo ci manda su tutte le furie, poiché teoricamente dovrebbe servirvi, non complicarci la vita. Pur sembrando un qualcosa di poco grave, il tecnostress dà luogo ad una serie di effetti collaterali pericolosi per la salute: ipertensione, insonnia, depressione, attacchi di panico sono solo alcuni dei disturbi che questa nuova condizione può comportare, per non parlare dell'esposizione all'elettrosmog, ovvero al campo magnetico degli schermi. La questione è talmente seria che la Procura di Torino ha riconosciuto in una sentenza il tecnostress quale nuova malattia professionale.

Il campione preso in considerazione per lo studio era formato da 1009 digital workers: il 18% degli intervistati ha dichiarato di rimanere connesso fino a otto ore al giorno, mentre quasi il 10% arriva a dieci ore. Inoltre, il 64% ha affermato di avere conversazioni sullo smartphone fino ad un'ora al dì, anche di sabato e domenica. Le pause sono brevissime, dunque gli occhi rimangono incollati sullo schermo per tutta la durata della giornata lavorativa, e spesso anche nel weekend. La conseguenza di questa iperconnessione, nell'87% dei casi, è semplice affaticamento mentale: ma il 45% dei digital workers afferma di presentare alcuni problemi fisici di salute, come ansia, tensioni neuromuscolari, disturbi gastrointestinali, dermatite, sensazione di disagio nello spegnere il computer. La soluzione? Se staccare non si può, perché lo stipendio serve a tutti: provate a dedicarvi ad attività rilassanti nelle, sempre più brevi, pause.

Pubblicato il: 15-05-2015
Di:
FONTE : Netdipendenza, AIFOS

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