Sondaggio

Sondaggio

La scelta vegetariana: perché lo fai?
Vota

Terme di Comano

Comano: valle della salute
Vai allo speciale

Salute Primavera

Rinite e asma allergiche: ecco come affrontarle

Due italiani su dieci soffrono di allergie stagionali che compromettono seriamente la loro serenità e produttività. Gianenrico Senna, vicepresidente della Società Italiana di Allergologia, Asma ed Immunologia Clinica spiega da che cosa derivano e come affrontarle

4 di 5
Rinite e asma allergiche: ecco come affrontarle Thinstock

La primavera (anche se in questi giorni piove) è sinonimo di sole e aria aperta, è il momento della rinascita che nel mondo delle piante significa impollinazione: miliardi di batuffoli bianchi che invadono le strade e le campagne. E sono proprio i pollini la causa delle sofferenze di due italiani su dieci che ogni anno combattono contro rinite e asma, le forme allergiche più comuni, insieme a congiuntiviti e dermatiti.

La Società Italiana di Allergologia, Asma ed Immunologia Clinica stima che in questa stagione, caratterizzata da sbalzi climatici continui, un cambio di mezzo grado della temperatura possa far aumentare da 10 a 100 la quantità di pollini presenti nell'aria e, di conseguenza, le persone che soffrono di allergie. «Nel campo delle riniti, quella allergica è certamente la più comune - spiega Gianenrico Senna, responsabile del reparto di Allergologia dell’ospedale di Verona e vicepresidente della Società scientifica -, ci sono poi le riniti provocate da odori sgradevoli o molto forti, quelle dovute all’inquinamento atmosferico e le riniti ormonali, congestioni nasali tipiche della gravidanza. Il dato fondamentale è che circa il 25 per cento degli italiani è colpito da rinite allergica. Infatti, gli inverni più miti e i cambiamenti climatici hanno portato ad impollinazioni intense e durature, che provocano il naturale allungamento del periodo nero per gli chi soffre di allergie».

Certamente, la reazione di ogni individuo agli allergeni dipende anche da diversi fattori soggettivi e, di conseguenza, non è possibile fornire un quadro preciso su come sia mutata la situazione negli ultimi anni. Ciò che è ormai largamente condiviso dagli esperti, però, è che il contatto prolungato con i pollini e l’aumento dell’inquinamento atmosferico siano fattori di rischio importanti che portano ad una maggiore diffusione di rinite, asma e congiuntivite.

«L’allergia al polline si manifesta con pruriti di diversa intensità a naso e occhi, starnuti, naso che cola - spiega ancora Senna -. In seguito, subentra l’ostruzione delle cavità nasali può diventare elemento socialmente invalidante. Se non si respira correttamente, infatti, si dorme male e poco e, di conseguenza si è meno produttivi durante il giorno. L’allergia, inoltre, provoca uno stato di sonnolenza che può essere amplificato dall’effetto di alcuni antistaminici di vecchia generazione».

Gli allergici tendono a curarsi prevalentemente con vaso costrittori che risolvono il problema del naso chiuso nell’immediato ma che sul lungo periodo «possono cronicizzare la rinite e provocare problemi anche potenzialmente rilevanti per chi soffre di patologie cardiovascolari. L’individuo dovrebbe, invece, recarsi dal proprio medico curante per farsi prescrivere la terapia più adeguata al caso specifico. Solitamente, si tratta di antistaminici e cortisonici locali di ultima generazione che sono privi di significativi effetti collaterali. Nelle forme che non sono soddisfacentemente controllate dalla terapia farmacologica, invece, è possibile ricorrere all’immunoterapia per via sublinguale o sottocutanea (il cosiddetto vaccino ndr) che consiste in una compressa al giorno tutti i giorni da novembre all’inizio della stagione del polline. Tra questi farmaci, due sono stati recentemente posizionati in classe A e come tali sono rimborsati dal Servizio Sanitario Nazionale» continua il vicepresidente.

Non tutti i rinitici sono soggetti ad asma, anche se la percentuale è piuttosto alta: il 20/40 per cento presenta iperattività bronchiale che può trasformarsi in asma. L’asma è il vero incubo di molti allergici perché è il sintomo che porta dal medico o, in alcuni casi, in ospedale. Conclude Senna: «è fondamentale ricordare che trattando adeguatamente la rinite è possibile prevenire l’asma. Il medico è tenuto a  predisporrei giusti approfondimenti per valutare questo fattore di rischio. È  fondamentale, infatti, che il paziente sia indirizzato verso il consulto di uno specialista. A volte questo non avviene, portando l’individuo ad acquistare di propria sponte farmaci totalmente inefficaci per la propria situazione».

Riassumendo, quindi, per chi soffre di rinite allergica gli esperti raccomandano di recarsi dal proprio medico per definire la terapia più adeguata, di evitare terapie fai da te e di prestare particolare attenzione a non trascurare l’asma di tipo allergico. Inoltre, se i normali antistaminici non sono sufficienti è possibile, con un pizzico di pazienza, sottoporsi al vaccino preventivo.

Pubblicato il: 06-05-2015
Di:
FONTE : Dall'ufficio stampa della Società Italiana di Allergologia, Asma ed Immunologia Clinica, intervista a Giannerico Senna

© 2019 sanihelp.it. All rights reserved.