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Caffè, alleato del benessere femminile

La bevanda più consumata al mondo dopo l'acqua, che secondo la Scienza è in grado di interagire positivamente sull'azione di diversi ricettori, sarebbe in grado, tra gli altri, di favorire il buonumore nelle donne over 60

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Caffè, alleato del benessere femminile Thinstock

Secondo uno studio pubblicato negli Archives of Internal Medicine, effettuato su una popolazione di oltre 50.000 infermiere americane di circa 63 anni (che al momento dell’avvio della ricerca non presentavano sintomi legati alla depressione), il consumo di due o più tazze di caffè al giorno allontanerebbe il rischio di cadere vittime di questa pericolosa malattia della psiche.

Alle donne, protagoniste della ricerca, è stato chiesto di compilare questionari centrati sul personale consumo di caffè e bevande contenenti caffeina nel periodo tra il 1980 e il 2004. In particolare le domande riguardavano quanto spesso erano stati consumati, nel corso dei dodici mesi antecedenti la compilazione di ogni questionario, caffè con o senza caffeina,, bevande analcoliche con caffeina (zuccherate o a basso contenuto calorico) o senza caffeina, cioccolato.

Dallo studio osservazionale sono emersi alcuni dati interessanti: le donne che avevano consumato due o tre tazze di caffè al giorno avrebbero successivamente evidenziato una minore probabilità (15%) di sviluppare problemi depressivi rispetto a coloro che avevano bevuto al massimo una tazza di caffè a settimana; le donne che ne avevano bevuto almeno quattro al giorno avrebbero mostrato un rischio inferiore del 20%.

«Lo studio pubblicato dagli  Archives of Internal Medicine conferma quanto già da tempo la SISA aveva affermato circa l’effetto del caffè - commentano i medici della Società Italiana di Scienza dell’Alimentazione - Pertanto, dopo avere recepito gli importanti effetti positivi del caffè sulla concentrazione, l’attenzione e la prontezza di riflessi, ora con questo studio si entra in un campo molto  più ampio, ricco di possibilità, che riguarda la  prevenzione delle malattie relative al mondo psichico».

«D’altra parte, è noto da anni che la caffeina interagisce positivamente con diversi recettori, favorendo una situazione di benessere - sottolineano gli esperti - Su questa base l’assunzione di caffè può assicurare qualche beneficio dal punto di vista psicologico anche al paziente depresso, al quale l’uso del caffè non è mai stato vietato o sconsigliato, a patto naturalmente che non interferisca con l’assunzione di farmaci antidepressivi. Sempre a questo riguardo può essere interessante ricordare che nel 2014 sul World J Biol Psichiatry sono stati elaborati i dati provenienti da 3 vastissimi studi di follow-up durati 20, 16 e 14 anni e riguardanti nel complesso circa 200mila fra uomini e donne, circa i rapporti fra consumo di caffè e caffeina e il rischio di autolesionismo. Le conclusioni, che hanno permesso di stabilire che il consumo di caffeina é associato chiaramente ad un diminuito rischio di autolesionismo, meritano di essere ricordate in questa sede in considerazione delle riconosciute connessioni esistenti fra sindromi depressive e tendenza a tali comportamenti».

Pubblicato il: 15-04-2015
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FONTE : da uno studio pubblicato negli Archives of Internal Medicine; con una nota della SISA, Società Italiana di Scienza dell'Alimentazione

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