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Protesi mammarie: nasce il registro internazionale

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Protesi mammarie: nasce il registro internazionale Thinstock

Più informazioni uguale più sicurezza. Nasce da questa equivalenza il registro internazionale delle protesi mammarie, International Collaboration of Breast Registry Activities, a cui partecipano le società scientifiche di chirurgia plastica di 13 Paesi del mondo, tra cui Stati Uniti, Canada, Francia, Germania, Australia e Italia. Icobra, questo il nome del progetto in sigla, raccoglie tutte le informazioni relative a ciascuna protesi impiantata. Anche a distanza di anni dall’intervento, quindi, sarà possibile risalire all’azienda che l’ha prodotta, al materiale da cui è composta, ai test che ha superato.

»Sembra banale – dice Fabrizio Malan, presidente della SICPRE, Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica, l’unica partecipante selezionata per l’Italia – ma le donne spesso non riescono più a recuperare queste informazioni. Ecco quindi l’utilità dell’International Collaboration of Breast Registry Activities». Un’utilità che risulta doppia in Italia, dove il registro delle protesi è stato istituito nel 2012, ma mai »attivato». In pratica, non esiste.

L’idea di Icobra, sposata in pieno dalla più autorevole e numerosa associazione di chirurghi plastici nel mondo, l’American Society of Plastic Surgeons, nasce in realtà in Australia, all’indomani dello scandalo PIP. In quell’occasione, i chirurghi plastici del Nuovissimo Mondo si accorsero di riuscire, con i database sino ad allora utilizzati, a individuare solo il 4% delle protesi PIP impiantate. Da qui la decisione di… ricominciare tutto da capo, realizzando un software ad hoc e un database condiviso nel mondo. Benvenuto Icobra. 

Pubblicato il: 03-04-2015
Di:
FONTE : SICPRE

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