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Istruzione: unica arma contro povertà e diseguaglianze

Children in Crisis Italy è attiva in Italia e in Africa per l'istruzione e l'assistenza dei bambini vittime di conflitti, povertà e situazioni di grave disagio. Fino al 22 marzo promuove una campagna di raccolta fondi con sms solidale per un progetto a sostegno dell'istruzione femminile in Tanzania

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Istruzione: unica arma contro povertà e diseguaglianze Children in Crisis Italy

L'istruzione non è solo un diritto ma uno dei più efficaci strumenti per combattere la povertà e le disuguaglianze. Stando ai dati dell'UNICEF (ultimi disponibili su Progressi e disparità), sono ancora 57 milioni i bambini nel mondo che non hanno accesso all’istruzione, di questi oltre 30 milioni sono bambine.

Children in Crisis Italy Onlus opera da oltre quindici anni per portare istruzione, assistenza e protezione ai bambini vittime di conflitti, povertà  e altre situazioni di grave disagio. In questi anni di attività, con i suoi progetti, ha raggiunto oltre diecimila bambini in dodici paesi, dall'Italia, all’Europa dell’Est sino all’Africa, all’America Latina e all'Asia. «L’Associazione nasce in Italia nel 1999 per volere di Children in Crisis UK, fondata nel 1993 dalla Duchessa di York, Sarah Ferguson - spiega Barbara Bianchi Bonomi, presidente di Children in Crisis Italy -. Io la presiedo da sette anni e ciò che è cambiato con il mio arrivo è stata proprio  la presenza sul territorio italiano. Fin da subito, forte della mia esperienza nell’organizzazione di eventi, ho promosso, insieme ad altre sette volontarie, una serie di progetti di fund rasing. Per esempio, abbiamo organizzato una serata di visita al Duomo di Milano, completamente a disposizione degli invitati, la stessa cosa l'abbiamo fatta a Brera e al museo del 900».

L’Associazione, infatti, si finanzia tramite le donazioni dei privati e, solo nel caso di alcuni progetti italiani, riceve i contributi del pubblico. È il caso del Progetto Pepita, nato per combattere il disagio giovanile attraverso la musica, ma anche del Progetto Sorriso volto a aiutare i bambini che vivono nelle comunità di accoglienza ad avere momenti di svago e del Progetto Milano, attivo nella periferia a sostegno dei bambini a rischio di emarginazione sociale. «Nel 2014 abbiamo ideato il Progetto Sorriso in collaborazione con CBM Onlus (Centro per il Bambino Maltrattato, ndr). Offriamo il nostro aiuto organizzando una serie di attività ricreative per i bambini. Li portiamo a teatro, al cinema, in vacanza, ecc., insomma, offriamo loro dei momenti di gioia, aggregazione e condivisione. Quest’anno siamo riusciti ad allargare il progetto anche all’asilo Mariuccia e a CAF Onlus (Centro di Aiuto al Bambino Maltrattato e alla Famiglia in Crisi, ndr), aiutando così molti più bambini. Ma il progetto di cui vado più orgogliosa è l’Orchestra Giovanile Pepita, nato da una mia idea. Una sera sono stata invitata a una sinfonica diretta da Gustavo Dudamel (violinista e direttore d'orchestra venezuelano, ndr) dove ho scoperto che il presidente del Venezuela Chávez aveva promosso un progetto per togliere i bambini dalla strada offrendogli la possibilità di diventare musicisti. Così ho deciso che dovevamo farlo anche noi. Da sei anni, infatti, offriamo a tutti gli studenti fra gli 8 e i 19 anni la possibilità di studiare uno strumento musicale gratuitamente. Fino ad oggi abbiamo investito oltre 300.000 euro per un totale di 3.000 bambini. Per chi non ha reddito le lezioni sono gratuite mentre alle famiglie più abbienti chiediamo una donazione libera. Abbiamo creato anche l’orchestra Pepita che fa concerti in tutta Italia e che si esibirà anche a Expo».

Lasciando la Penisola, Children in Crisis Italy è attiva in Africa dove offre ai bambini l’opportunità di ricevere un’istruzione per migliorare la propria condizione di vita. «La nostra missione è mandare i bambini a scuola - spiega ancora Bianchi Bonomi -. In Liberia, Congo e Tanzania ci occupiamo della parte strutturale, ovvero di costruire le scuole, della formazione degli insegnanti e della fornitura del materiale didattico. Collaboriamo con la FAWE (Forum for African Women Educationalists, ndr), con i capi villaggio e con le comunità locali. In Congo abbiamo costruito una scuola e lo abbiamo fatto grazie all’aiuto della comunità locale, da soli non potremmo farcela perché siamo tutti volontari, ogni tre quattro mesi io parto per seguire i progetti, ma non disponiamo di personale dedicato».

Quest'anno l’Associazione promuove fino al 22 marzo una campagna di raccolta fondi (SMS solidale al 45504) per realizzare un progetto a sostegno dell'istruzione femminile in Tanzania. In questo Paese, infatti, solo poco più del 50 per cento delle donne è alfabetizzato e pochissime ragazze frequentano le scuole superiori. La scuola secondaria non è gratuita e le più penalizzate da questa situazione sono le alunne con gravi problemi economici, soprattutto nei contesti rurali, le prime a vedersi negato il diritto all’istruzione.

Conclude la presidente: «in Tanzania con il programma «Dalla parte della bambine» abbiamo già assicurato a 198 ragazze di frequentare la scuola superiore tramite borse di studio e interventi strutturali. Lavoriamo in tre secondary school, in una di queste abbiamo realizzato una grande biblioteca, talmente bella da essere utilizzata dall’intera comunità locale. In un’altra abbiamo realizzato una mensa, che oggi viene affittata per le riunioni e utilizzata come luogo di aggregazione. E ancora, abbiamo fornito 6000 libri di testo e costruito un impianto di distribuzione idrica e di pannelli solari. Ma il vero problema che si pone per le ragazze che desiderano continuare gli studi è che nei lunghi tragitti tra casa e scuola (anche 10-15 Km) vengono spesso molestate o addirittura stuprate. Per questo grazie ai fondi raccolti con la campagna di sms solidale costruiremo un dormitorio femminile presso la Scuola Secondaria Mgugu, a Morogoro. La struttura, che contiamo di inaugurare il prossimo ottobre, disporrà di sessanta letti, servizi igienici, docce e corrente elettrica».

Pubblicato il: 18-03-2015
Di:
FONTE : Dall'ufficio stampa di Children in Crisis Italy, intervista a Barbara Bianchi Bonomi

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