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Nutrire il cervello: i consigli degli esperti

Scegliere con cura gli alimenti che portiamo in tavola ogni giorno, può aiutarci a prevenire alcune tra le malattie neurodegenerative più diffuse, quali il morbo di Parkinson e l'Alzheimer

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Nutrire il cervello: i consigli degli esperti Thinstock

Ciò che mangiamo influisce non solo sul benessere fisico, ma anche sulla salute della nostra mente: a sottolinearlo sono gli esperti della SIN, Società Italiana di Neurologia, che in occasione della Settimana Mondiale del Cervello, che si celebra dal 16 al 22 marzo, hanno voluto portare all’attenzione dell’opinione pubblica quanto il funzionamento della mente non dipenda unicamente dalla dotazione genetica, ma al contrario anche da fattori ambientali di tipo alimentare, fisico e cognitivo, che rivestono un ruolo fondamentale.

«Il ruolo della prevenzione – sostiene il professor Aldo Quattrone, Presidente della SIN – è cruciale nel caso delle malattie neurodegenerative; in ambito neurologico la prevenzione passa in primo luogo attraverso un corretto nutrimento del cervello, da intendersi tanto in senso stretto, come accorta e sana alimentazione, quanto in senso più ampio, come esercizio fisico e allenamento intellettuale, entrambe buone pratiche per prevenire l’invecchiamento cerebrale».

Un aiuto per coloro che sono affetti dalla Malattia di Parkinson arriva ad esempio da una dieta povera di proteine, che potrebbero interferire – sostengono i medici - sia con l’assorbimento della levodopa (il più importante farmaco utilizzato per la cura di questa patologia), sia con il suo ingresso nel cervello contribuendo alla diminuita efficacia del farmaco.

«I prodotti vegetali garantiscono inoltre un ricco apporto di fibre - continua il professore - e l’elevato contenuto di carboidrati tipico di questo regime alimentare contrasta la perdita di peso corporeo che spesso affligge i pazienti affetti dal Parkinson, a causa dell’effetto combinato dei movimenti involontari e della difficoltà nella deglutizione. I minerali e le vitamine di cui i cibi vegetali sono ricchi, sono inoltre fondamentali per soddisfare il maggior fabbisogno di tali micronutrienti (soprattutto Vitamina C, D, E, ferro, calcio e magnesio)».

Un’alimentazione povera di colesterolo e ricca di fibre, vitamine ed antiossidanti presenti in frutta e verdura e di grassi insaturi contenuti nell’olio di oliva (la cosiddetta dieta mediterranea) sarebbe anche in grado di ridurre l’incidenza della malattia di Alzheimer, come dimostrato in studi di popolazione su ampie casistiche. «Alcune carenze vitaminiche, in particolare di folati e vitamina B12, possono facilitare l’insorgenza di demenza, e questo appare mediato da un aumento di omocisteina, sostanza che risulta tossica per i vasi ed i neuroni - afferma il professor Carlo Ferrarese, professore ordinario di Neurologia e Direttore Scientifico del Centro di Neuroscienze di Milano, Università Milano Bicocca, Ospedale san Gerardo di Monza - Gli antiossidanti presenti nella dieta ricca di frutta e verdura (vitamine C ed E, licopeni, antocianine) contrastano l’accumulo di radicali liberi, prodotti dalle interazioni della proteina beta amiloide con le strutture cellulari. Anche un moderato consumo di caffè e di vino rosso, con le numerose sostanze antiossidanti contenute, sembrerebbero avere un ruolo protettivo nei confronti dello sviluppo della demenza e sono in corso attualmente degli studi di popolazione destinati a confermare tali ipotesi».

Il dettaglio delle iniziative italiane della Settimana Mondiale del Cervello è consultabili online, sul sito www.neuro.it.

Pubblicato il: 18-03-2015
Di:
FONTE : da una nota diffusa dalla SIN, Società Italia di Neurologia, in occasione della Settimana Mondiale del Cervello

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