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Una vita dedicata ai più bisognosi

Annamaria Fantauzzi, antropologa dell'Università di Torino, racconta la sua vocazione verso il volontariato che l'ha portata a fondare Prati-Care Onlus dedicata al sostentamento alimentare, all'educazione e ai bisogni sanitari di orfani e persone in difficoltà

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«Fin da piccola sono stata attirata dal volontariato. Una volta arrivata a Torino dall'Abruzzo dove sono nata e cresciuta, ho iniziato a collaborare con la Comunità di San Vincenzo, andando ogni domenica al mercato di Corso Spezia a raccogliere cibo per i bisognosi. A un certo punto mi sono resa conto che queste persone non mangiano solo di domenica; armata della mia bicicletta ho iniziato a girare per i mercati di Torino ogni giorno chiedendo agli ambulanti di donare cibo e verdura ai poveri».

È la storia di Annamaria Fantauzzi, abruzzese di origine, oggi docente di antropologia culturale e medica all'Università di Torino, che nel 2008 ha deciso di fondare la sua Onlus per garantire assistenza a più persone possibile a Torino e nel mondo. Si tratta di Prati-Care, (gioco di parole tra Pratica e l’inglese To care, prendersi cura) associazione che a Torino, in Kenya, Senegal, Marocco e Romania, grazie a studenti e volontari, provvede al sostentamento alimentare, all'educazione e ai bisogni sanitari di orfani e persone in difficoltà.

Sono molte le attività promosse da Annamaria Fantauzzi e la sua Onlus, incluse alcune missioni mediche in Africa, dove oggi sono presenti 24 h su 24 h garantendo cure e cibo a ospedali e orfanotrofi. «Nel 2008 ho fatto il mio primo viaggio in Kenya per portare cibo, vestiti e cure alla popolazione locale - racconta l’antropologa -, da allora le mie trasferte sono state moltissime, si dice mal d’Africa, io certamente ne soffro. Oggi in Kenya ci occupiamo di due missioni, la prima a NduguZangu, località 80 chilometri a nord dell’equatore nel mezzo della savana. Qui collaboriamo alla gestione della Christian Community che dal 1996 accoglie bambini poveri, orfani e malati. La seconda missione, invece, è a Nanyuki nello splendido parco nazionale del monte Kenya. Qui, presso il General Hospital e lo Huruma Health Centre prestano servizio di volontariato studenti di infermieristica e medicina dell’Università di Torino (e non solo) all'interno del progetto di EthnoNursing promosso da Prati-Care e di cui l'antropologa è responsabile a livello nazionale. Al CEDIC, infine, sempre di Nanyuki (centro statale nato nel 2010 per raccogliere bambini orfani e di strada) garantiamo vitto, alloggio e istruzione. Seguiamo i ragazzi sino a circa diciotto anni e poi ci occupiamo di inserirli nel mondo del lavoro oppure all'università».

In Senegal, invece, nel villaggio di Bona a Casamance, Prati-Care gestisce in collaborazione con la regione di Sédhiou dei progetti di sviluppo locale, formazione e cure sanitarie. Prati-Care ha contributo allo sviluppo di una decina di poste de santé (centri di salute pubblica) e ha fornito una moto-coltivatrice per la coltura del riso che sfama l'intero villaggio di Bona, in cui ha sostenuto anche una squadra di football. Continua la presidente: «Dopo lo scoppio di Ebola, ho deciso di intervenire anche a M’bour vicino a Dakar, sia nell'orfanotrofio la Pouponnière dove offriamo cure mediche e attività didattiche ai bambini, sia presso l’ospedale Le Grand Hopital dove assistiamo i bambini di strada. La Pouponnière, oltre che orfanotrofio, è una casa di accoglienza, un dispensario medico e un centro per giovani francesi con problemi comportamentali o familiari che, attraverso il soggiorno in Africa cercano una rottura con la vita precedente. In Africa c’è grande collaborazione da parte della popolazione locale. Non posso dire lo stesso delle istituzioni ecclesiastiche e politiche, che non ci osteggiano ma neanche ci agevolano».

Tornando in Italia, la Onlus grazie ai suoi collaboratori Matteo, Bruna, Sabrina, Daniela, Pippo, Teresa e Elena si occupa anche di promuovere iniziative socio-culturali: a Torino sta cercando di trovare a senza tetto e persone in difficoltà posti di lavoro e il 15 marzo organizzerà una serata dedicata all'arte migrante. «L’idea è di permettere a immigrati, prostitute e senzatetto di esprimersi per una sera in un’attività artistica - spiega ancora Fantauzzi -. La serata si svolgerà in via Nizza 17 sotto i portici di Porta Nuova e si concluderà con un gran buffet. Questa iniziativa è stata voluta e promossa da Tommaso Carturan, mio ex studente di antropologia e ideatore del progetto, in collaborazione con Vanessa Marotta dell'Associazione Internazionale Volontari Laici».

Questi progetti sono fondamentali anche per il finanziamento delle missioni di Prati-Care, che trova sostentamento solo grazie all'aiuto dei privati. Per questo motivo Annamaria Fantauzzi ha deciso di rinunciare al ricavato dei diritti d’autore del suo ultimo libro Di corpo in Corpo (CEA 2014, pubblicato nel ricordo di Antonio Rodi, suo stimato collaboratore), che andranno a finanziare l’acquisto di un’ambulanza in Senegal

Pubblicato il: 11-03-2015
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FONTE : Intervista a Annamaria Fantauzzi, presidente di Prati-Care Onlus

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