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Interviste L'intervista

A tu per tu con il Ministro della Salute

Beatrice Lorenzin, politica italiana, ministro della Salute del Governo Renzi dal 22 febbraio 2014, racconta ai lettori de Il Giornale.it la sua idea di salute, benessere e sport

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A tu per tu con il Ministro della Salute Ufficio stampa Ministero della Salute

Scheda:

Beatrice Lorenzin

Nata a Roma il 14 ottobre 1971

Professione: in politica dal 1997 è Ministro della Salute dal 28 aprile 2013, prima con il Governo Letta, riconfermata nel Governo Renzi dal 22 febbraio 2014.

Ministro Lorenzin, la  salute per lei è...?
È benessere, è essere in uno stato di armonia con se stessi. Ovviamente, l’assenza di malattia è l’obiettivo principale. Per restare in salute è fondamentale la prevenzione, seguire stili di vita corretti e sottoporsi ai controlli preventivi periodici indicati dal medico; in questo modo è possibile guadagnare non solo anni, ma anche qualità di vita.

In breve, qual è la sua opinione su alcuni temi cruciali per la salute dei cittadini: obesità, malattie rare, tumori?
Sono tutti temi che mi stanno particolarmente a cuore e che sono stati, e sono, al centro della mia attività di Governo della sanità. I grandi temi, dagli stili di vita alla prevenzione delle patologie correlate a comportamenti scorretti, sino ai tumori, sono stati al centro dell’agenda del semestre di presidenza italiana dell’Ue e sono il cuore del Piano nazionale della prevenzione. La grande sfida, da affrontare per garantire la sostenibilità del Sistema Sanitario, è quella di non far ammalare i sani, di restare in buona salute il più a lungo possibile e, in tal senso, la chiave di volta è la prevenzione, sia primaria che secondaria. Sul fronte della cura dei tumori poi, stanno arrivando tante molecole innovative, farmaci che, però, hanno costi molto alti e stiamo lavorando per far sì che siano garantiti a tutti. Con il mio emendamento alla legge di stabilità, ad esempio, è stato istituito un apposito fondo per i farmaci innovativi grazie al quale ora è possibile erogare il farmaco in grado di sconfiggere l’epatite C ad una prima tranche di 50mila malati. Per quanto riguarda le malattie rare e quelle croniche, invece, abbiamo inserito nell'elenco delle patologie che danno diritto all'esenzione dal ticket 110 nuove malattie rare e 6 nuove malattie croniche: endometriosi moderata e grave, broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) moderata, grave e molto grave, rene policistico autosomico dominante, osteomielite cronica, malattie renali croniche e sindrome da talidomide.

Il suo rapporto con l’invecchiamento?
Molto sereno. Devo ringraziare di questo mia madre che è una donna bellissima che ha sempre portato con orgoglio le sue rughe e credo che questo sia un imprinting che ho avuto sin dalla prima infanzia e che mi permette di vivere il tempo che passa con naturalezza.

Una dieta sana per lei significa?
Io sono celiaca e quindi seguo necessariamente un’alimentazione priva di glutine. Premesso questo, seguo le indicazioni della cosiddetta dieta mediterranea, ricca di frutta e verdura che assicura un buon apporto di sali minerali e vitamine, povera in grassi, con un attento bilanciamento delle percentuali di carboidrati e proteine assunte giornalmente. È molto importante bere almeno un litro e mezzo di acqua al giorno per assicurare la giusta idratazione all’organismo, io cerco di farlo. Altra cosa importante è abbinare alla dieta un’adeguata attività fisica giornaliera, che non significa fare necessariamente sport: basta una camminata di mezz’ora al giorno per trarre molti benefici. Confesso, però, che da quando sono ministro non sempre riesco a farlo a causa degli impegni giornalieri.

Non rinuncerebbe mai a… (peccato di gola)
Ogni tanto a sgarrare alla mia dieta e mangiare una bella... pizza!

Il suo rapporto con lo sport?
È sempre stato un rapporto duplice: metà della mia famiglia è sempre stata molto sportiva e l’altra metà, un po’ meno. Io appartengo alla seconda metà. Però ho sempre amato fare attività fisica, più che sport agonistici. Sono già molto competitiva nella mia vita lavorativa! Amo molto fare passeggiate in montagna, trekking di lungo percorso (anche più di 100 chilometri), ho scalato tante vette di 4000 mila metri nel mondo, mi piacciono le attività fisiche all’aria aperta, sia  in montagna che al mare. Amo la barca a vela, da ragazza facevo sub, kitesurf, e anche surf da onda. Anche sciare è stata, ed è, una grande passione.  Insomma, lo sport per me si concilia sempre con la natura e l’ho sempre inteso come un momento di libertà.

La sua giornata ideale in termini di benessere?
Ce ne possono essere due. La prima è in montagna: sveglia presto, colazione sostanziosa e via sulle piste da sci fino a quando non chiudono gli impianti, poi sauna, bagno turco, un bel massaggio e una bella cena con gli amici. Questa è la mia giornata ideale in montagna. Poi c’è la mia giornata ideale al mare, che consiste sempre in una sveglia mattutina, lunghe nuotate, qualche esplorazione subacquea e non, e poi... qualche ora sotto l’ombrellone a leggere un bel libro giallo.

La sua vacanza ideale?
Da piccola esploratrice. Ho sempre avuto una vocazione naturale da giovane marmotta che conservo tuttora.

Quanto tempo dedica al riposo? E alla lettura/Hobbies?
Tendenzialmente ero una gran dormigliona! Oggi naturalmente ho altri ritmi e riposare a volte è veramente un miraggio! Non vi nascondo che sono tante le notti trascorse a studiare. Per quanto riguarda, invece, la lettura, ho sempre amato leggere un po’ di tutto con una spiccata preferenza per i libri gialli, come ho detto prima. Ora però leggo solo testi sanitari! Porto sempre con me i libri, anche quando sono in treno o in aereo con l’idea di finirli di leggere.

Ministro Lorenzin, ha o ha mai avuto paura delle malattie?
No. Non ho paura delle malattie per me. Ho molta paura, però, che possano colpire i miei cari.

Un consiglio per stare bene?
Come ho detto, il consiglio principale è mantenere uno stile di vita corretto: mangiare bene, non fumare, non abusare di alcol e fare i controlli previsti che salvano la vita: pap test, mammografia e esame del colon retto. Tre esami di screening che salvano davvero la vita a milioni di uomini e donne.

E uno per restare in forma?
Almeno 30 minuti di attività fisica al giorno: che io però non riesco a fare in questo periodo!

Che cosa può o deve ancora fare lo Stato per la salute dei cittadini?
Lo Stato deve fare ancora moltissimo. Innanzitutto, riorganizzare il sistema regionale. Quando hai metà Italia commissariata in sanità, vuol dire che il sistema non funziona e noi possiamo fare tutti i sacrifici che vogliamo ma se non andiamo al nocciolo della questione non riusciremo mai a risolvere il problema. Con il Patto della Salute, approvato a luglio 2014, abbiamo fatto un grande lavoro insieme alle Regioni per riformare il sistema nel segno della qualità, dell’appropriatezza, della lotta agli sprechi e della trasparenza. Inoltre, pochi giorni fa, abbiamo presentato alle Regioni l’aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza e del Nomenclatore, che erano ormai obsoleti: pensate che, insieme, era quasi un ventennio che non venivano aggiornati. Questo consentirà alle persone di poter beneficiare di nuovi dispositivi in grado, per esempio, di garantire autonomia ai soggetti disabili, grazie a nuovi ausili informatici di comunicazione e ad apparecchi acustici digitali per i minori e per le persone con deficit uditivo. E tutto ciò con un costo di poco più di 400 milioni di euro, vale a dire 20 milioni di euro a Regione. Lo Stato deve poi pensare che la sanità non è un costo ma un investimento sulla salute dei cittadini. Abbiamo delle grandi eccellenze che tutto il mondo ci invidia, il nostro Sistema Sanitario Nazionale è considerato al terzo posto nel mondo, dobbiamo acquisire la consapevolezza che possiamo, e dobbiamo, essere attrattivi per gli investitori. Non si deve pensare che la spesa sanitaria sia un bancomat dal quale attingere. Lo Stato deve pretendere servizi di altissima qualità e una gestione oculata delle risorse, ma deve anche capire che ogni volta che si incide sul Sistema Sanitario si incide sulla vita delle persone.

Pubblicato il: 31-03-2015
Di:
FONTE : Intervista al Ministro Beatrice Lorenzin

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