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Body Worlds e Il Ciclo della Vita

Fino ad aprile a Roma tornano i protagonisti della mostra Body Worlds, corpi umani donati alla scienza e conservati grazie alla tecnica della plastinazione, un processo inventato da Gunther von Hagens nel 1977

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Body Worlds e Il Ciclo della Vita Valentin Morariu

Un successo planetario che ha interessato oltre 40 milioni di persone in tutto il mondo. Sono i numeri della mostra scientifica Body Worlds, ideata per fornire al grande pubblico informazioni sull’anatomia, la fisiologia e la salute attraverso l’osservazione di autentici corpi e campioni anatomici umani. Si tratta di un’esposizione itinerante, inaugurata per la prima volta a Tokyo nel 1995 e, da allora, ospitata in 90 città del mondo.

I soggetti sono corpi umani donati alla scienza e conservati grazie alla tecnica della plastinazione, un processo che interrompe la decomposizione inventato da Gunther von Hagens nel 1977 durante la sua attività di anatomista presso l’Università di Heidelberg.

Dopo le edizioni di Roma, Milano, Napoli e Bologna, che hanno visto la partecipazione di oltre 500.000 visitatori, dallo scorso ottobre 2014 Body Worlds è di nuovo nella Capitale presso lo spazio espositivo SET di via Tirso. Un edificio contemporaneo teatro in questi giorni del ciclo della vita tema dell’esposizione romana studiata da Fabio Di Gioia, curatore italiano della mostra. Angelina Whalley, invece, medico e moglie di von Hagens, è la curatrice delle esposizioni mondiali di Body Worlds.

Il particolare allestimento, Body Worlds e Il Ciclo della Vita, prevede una presentazione del ciclo della vita e dell’invecchiamento: dallo sviluppo prenatale alla nascita, dall’infanzia all’adolescenza, dall’età adulta alla maturità. Si possono ammirare i cambiamenti del corpo umano e per ogni età sono presentate le prestazioni che il corpo è in grado di sostenere insieme alle più recenti scoperte nell’ambito degli studi sulla longevità.

La mostra si sarebbe dovuta concludere il 15 febbraio scorso, ma data la grande affluenza, centomila persone a detta degli organizzatori, resterà aperta fino ad aprile. «La mostra è tornata a Roma per la seconda volta principalmente per soddisfare i tanti visitatori che non erano riusciti a vederla nella precedente edizione - spiega Fabio Di Gioa -. La seconda edizione, quindi, sta vedendo una presenza massiccia di insegnanti e studenti e questo perché è stato compreso il senso della mostra e i benefici che offre».

Nelle sale del SET, studenti, scolaresche e curiosi possono intraprendere un viaggio inusuale, osservando e studiando ogni sfumatura del corpo umano attraverso gli oltre duecento preparati anatomici di von Hagens, tra cui singoli organi, sezioni trasparenti e venti corpi integrali. Va ricordato che le esposizioni di Body Worlds, le uniche originali e brevettare, si basano su uno specifico programma di donazione del corpo, nel quale gli individui acconsentono a essere esposti nelle mostre dopo il decesso.

Body Worlds si finanzia esclusivamente grazie alla vendita dei biglietti e per questo Di Gioia definisce la mostra una vera scommessa imprenditoriale. «È molto costosa - precisa - soprattutto per il materiale particolarmente delicato che espone. Ogni corpo deve essere trasportato con grande cautela; di conseguenza è necessario che approdi in città grandi che garantiscano un'affluenza di pubblico sufficiente a coprire la spesa. Non ci sono sponsor e sono gli stessi organizzatori a valutare le location espositive».

Gli allestimenti sono cambiati negli anni e questo perché il lavoro della plastinazione inventato da von Hagens è andato perfezionandosi creando preparati anatomici sempre innovativi. Per questo, le diverse esposizioni portano di volta in volta un messaggio diverso. «In questo caso il tema è il ciclo della vita che, oltre a mostrare come funziona il nostro corpo, pone l’attenzione sulle fasi dell’esistenza umana e spiega come viverle - continua Di Gioia -. Perché invecchiamo? Perché maturiamo? La risposta è semplice: ogni periodo è fine a una funzione ben precisa. La mostra serve anche per comprendere che l’invecchiamento non è solo specchio del decadimento del corpo, ma è parte di una parabola, più o meno lunga, composta da fasi specifiche che vanno vissute a pieno. Infine, suggerisce come invecchiare in modo sano e come evitare certi comportamenti potenzialmente dannosi». 

Body Worlds e Il Ciclo della Vita è, infatti, dedicata anche a bambini e adolescenti; un’occasione per prendere coscienza del proprio corpo e comprendere le ripercussioni che determinati stili di vita potrebbero comportare. Gli esempi più eclatanti sono l’obesità e l’effetto del consumo di tabacco sui polmoni. Racconta ancora il curatore: «Il visitatore attraversa varie fasi e emozioni. Arriva alla mostra curioso di capire che effetto gli farà essere al cospetto di persone che hanno deciso di donare il proprio corpo alla scienza. Quando visitiamo la mostra è come se ci togliessimo la pelle e vedessimo che cosa c’è dietro, quindi possiamo dire che si innesca un processo di consapevolizzazione. Il lavoro fatto da von Hagens è estremamente interessante perché permette la divulgazione senza quel senso funesto e di tristezza che la morte porta con se. Questo avviene perché la tecnica della plastinazione conserva perfettamente il corpo umano, vediamo un cuore che pare funzionare e la stessa cosa vale per l'apparato circolatorio, ecc., è incredibile. Inoltre, le plastinazioni, soprattutto a figura intera, esprimono un’azione quotidiana, sono intente a svolgere un gesto sportivo o un gesto statico e questo porta a riflettere su che cosa si muove nel nostro corpo quando siamo intenti a fare un'azione».

Fino al 12 aprile, quindi, il favoloso mondo del corpo umano rimarrà a Roma e nel frattempo sono tante le iniziative collaterali proposte dagli organizzatori. Una delle più interessanti è il progetto Transcorpus a cura di Olga Bachschmidt: le scuole di moda, design e arti visive si avvicendano presentando i progetti dei loro studenti all’interno della mostra. Nella hall del SET è possibile ammirare l’opera collettiva Chrome Anatomy un'installazione a cura degli studenti della Rome University Fine Arts (RUFA), un mosaico di dimensioni ambientali che combina 75 casse usate come supporti o contenitori di dipinti e sculture dedicati al corpo umano. Gli allievi della scuola hannno anche creato una serie di sculture che danno vita alla mostra Anti-Corpi. Le opere interpretano in modo soggettivo un aspetto a piacere dell’anatomia umana, dando origine a forme variegate e significati simbolici.

Pubblicato il: 25-02-2015
Di:
FONTE : Dall'ufficio stampa di Body Worlds e Il Ciclo della Vita, intervista al curatore della mostra italiana Fabio Di Gioia

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