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Salute Se ne parla al Convegno Novair-Novelties

L'Asma allergico grave cerca alleati

Quando l'AAG viene sottovalutato in fase di diagnosi, i pazienti corrono il rischio di non ricevere terapie adeguate con conseguente peggioramento. Se non è controllato causa un rimodellamento delle vie aree, ecco perché nei pazienti pediatrici un trattamento adeguato diventa ancora più importante

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L'Asma allergico grave cerca alleati Pixabay

Rafforzare l’alleanza medico-paziente per effettuare una diagnosi corretta dell’asma allergico grave, è cruciale per impostare un piano terapeutico efficace ed appropriato, che aiuti il paziente a rimpossessarsi  della propria vita.

Se ne parla oggi al Convegno Novair – Novelties to achieve improvement in respiratory diseases -  organizzato con la sponsorizzazione di Novartis e Sandoz, che ha riunito a Firenze oltre 400 specialisti in pneumologia e allergologia dell’adulto e del bambino.

«L’asma allergico grave nel nostro Paese colpisce oltre 50.000 persone dei 3 milioni di  italiani affetti da asma. Questa forma non sempre trae il beneficio desiderato dalla terapia con cortisonici per via inalatoria ad alte dosi associati a broncodilatatori a lunga durata d'azione  – spiega Pierluigi Paggiaro, Ordinario di Malattie dell’Apparato Respiratorio, Università degli Studi di Pisa – Parliamo di 3.000 pazienti nella sola Toscana1. I sintomi ricorrenti dell’asma, quali mancanza di fiato, respiro sibilante, costrizione del torace e tosse, nei casi più gravi si acuiscono a causa dell'elevato livello di infiammazione dei bronchi, determinando una importante costrizione delle vie aeree da impedire al paziente di respirare.  Quando non viene trattata in modo efficace, l’asma può richiedere l’ospedalizzazione, numerose assenze dal lavoro o da scuola, limitazioni nell’attività fisica, insonnia e, in alcuni casi, può addirittura rivelarsi fatale».

Al convegno Novair si parla anche di correlazione tra corretta diagnosi e efficacia terapeutica. Verranno infatti presentati  i risultati del primo studio2, condotto in Italia e in Germania, che ha evidenziato come, facendo una proiezione a livello nazionale dei dati analizzati, siano  oltre 3.000 i pazienti italiani con asma allergico grave, che non ricevono terapie adeguate e che per questo vedono un costante peggioramento della propria qualità di vita.

Ma perché prescrivere una terapia non sempre adeguata a tenere sotto controllo i sintomi di cui soffrono i pazienti asmatici allergici? Dallo Studio1 emerge un cortocircuito nella comunicazione tra pazienti e medici; i pazienti, non adeguatamente informati, tralasciano di segnalare allo specialista quei sintomi che possono rivelare una perdita di controllo della patologia;  i medici di medicina generale e i pediatri, d’altro canto,  non sempre riescono ad  individuare tempestivamente le situazioni in cui è necessario rivedere la cura in corso e confrontarsi con lo specialista e non sono sufficientemente informati sulle innovazioni terapeutiche disponibili.

Il controllo dell’asma diventa ancora più importante nei bambini: aumentare il controllo dell’asma significa ridurne i sintomi e gli episodi acuti, due fattori che si sono dimostrati essere causa del rimodellamento delle vie aeree, ossia una riduzione fissa della funzionalità respiratoria. Evitare il manifestarsi di questo fenomeno o impedirne la progressione, intervenendo con l’inibizione a monte della cascata infiammatoria, può rivelarsi una carta vincente, in quanto è stato dimostrato che, riducendo la componente d’infiammazione cronica, si può ridurre l’ispessimento delle pareti bronchiali  che, con il passare del tempo, può diventare irreversibile.

Pubblicato il: 16-02-2015
Di:
FONTE : Eliana Gaudino, Media Relations Manager per Novartis Farma S.p.A

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