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Quando c'è poca verdura nei piatti

Coldiretti e Nomisma ci avvertono. Il consumo di frutta e vegetali cala. Un problema di salute, uno stile di vita che inizia male già da bambini ed è anche un danno per l'economia del Paese

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Quando c'è poca verdura nei piatti Luciana Rota

Secondo il rapporto Istat/Cnel 2013 sul benessere in Italia - ci dice la Coldiretti - solo il 18,4 per cento della popolazione ha consumato quotidianamente almeno quattro porzioni tra frutta, verdura e legumi freschi che garantiscono l'assunzione di elementi fondamentali della dieta come vitamine, minerali e fibre che svolgono una azione protettiva, prevalentemente di tipo antiossidante.

Il calo - conclude la Coldiretti - è ancora più preoccupante per bambini e adolescenti con il numero di coloro che mangiano frutta e verdura a ogni pasto è sceso al 35 per cento mentre quelli che la mangiano una volta al giorno sono passati al 35 per cento nel 2013 e si registra anche un aumento di coloro che non l'assumono o lo fanno un massimo di 2 volte a settimana (31 per cento).

Secondo l'analisi della Coldiretti gli acquisti familiari di frutta e verdura degli italiani sono crollati di oltre il 20 per cento negli anni della crisi. Si tratta degli effetti della spirale recessiva tra deflazione e consumi, iniziata dal 2007. Una spirale che «occorre rompere, per dare a tutti la possibilità di acquistare con fiducia un componente importante della dieta degli italiani, in un Paese come l'Italia che è leader europeo nella produzione».

«L'implementazione di campagne di informazione e sensibilizzazione, accanto a strumenti e politiche per i produttori sono certamente una chiave determinante per sostenere i consumi ortofrutticoli», evidenzia Silvia Zucconi, coordinatore area agroalimentare di Nomisma. non ci sono dubbi sul fatto che sia la famiglia l'ambito più idoneo per incidere su comportamenti di consumo e stili alimentari ma la ristorazione scolastica gioca un ruolo determinante.

L'Istituto bolognese stima che sono 2,3 milioni i pasti scolastici distribuiti ogni giorno nelle scuole (2 milioni per i bambini fino a 14 anni e 337 mila per i ragazzi con più di 15 anni). «La scuola diventa un momento cruciale per rafforzare le buone abitudini dei bambini», ricorda Zucconi. «Non è un caso come un'alimentazione non corretta dei bambini sia oggi un' amara realtà: il 36% dei bambini tra i 6 e gli 11 anni ha dichiarato di aver bevuto bibite gasate il giorno prima dell'intervista e il 30% ha mangiato patatine».

Il suggerimento di Zucconi è: «Occorre reinventare i valori dell'ortofrutta per non vendere solo un prodotto cercando così di comunicare con più forza l'importanza nella dieta e le possibilità di consumo, costruendo un piano di marketing e comunicazione che faccia uscire questi prodotti dall'anonimato».

Pubblicato il: 05-02-2015
Di:
FONTE : Redazione, Coldiretti, LaPresse

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