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Salute I maschi italiani sempre più narcisi

Chirurgia estetica che passione

Cresce il numero dei nostri connazionali che ricorre al ritocchino, mentre in Gran Bretagna i “lui” che finiscono sotto i ferri sono in netto calo

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Chirurgia estetica che passione Thinstock

In Gran Bretagna si riduce il numero di uomini che ricorre alla chirurgia estetica. In Italia questo numero, anche a dispetto della crisi, aumenta.

Dal raffronto tra i dati 2014 della BAAPS (British Association of Aesthetic Plastic Surgeons) e della SICPRE (Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica), emerge l’immagine di un uomo inglese che va verso l’accettazione di sé, rughe e rotolini compresi, e di un uomo italiano sempre più impegnato nella ricerca della perfezione e dell’eterna giovinezza.

«La British Association of Aesthetic Plastic Surgeons evidenzia per il target uomini, nel 2014, la flessione di tutti gli interventi di chirurgia estetica più praticati» dice Fabrizio Malan, presidente della SICPRE. Complessivamente, il calo è del 15%, con ‘punte’ del -30 % (rinoplastica) e del -10% (riduzione della ginecomastia, lipoaspirazione e lifting).

»Anche se i dati statistici relativi al 2014 non sono ancora definitivi, in Italia la tendenza è decisamente diversa. Nel 2014, infatti, sono aumentate le richieste per la riduzione della ginecomastia (il ‘seno’ negli uomini, ndr), la lipoaspirazione dei fianchi e gli interventi anti-age al viso, mentre il più classico degli interventi al maschile, la rinoplastica, è rimasto stabile».

Come si spiegano queste differenze? Non certo alla luce dei dati economici dei due Paesi. »La BAAPS ha registrato nel 2013 un vero e proprio boom della chirurgia estetica, con crescita a doppia cifra – dice Malan - . La variazione è stata ricondotta all’euforia portata dalla fine della crisi, un evento che ovviamente non è avvenuto in Italia».

Secondo i commentatori della British Association of Aesthetic Plastic Surgeons, i perché sono infatti da cercare nel mutare degli ideali estetici di riferimento dei due Paesi. «La BAAPS evidenzia il diffondersi in Gran Bretagna di un modello di uomo anche rugoso e anche con qualche chilo di troppo, un uomo che in qualche modo sceglie di non prestare troppa attenzione ai propri difetti. In Italia, invece, con gli anni si diffonde un atteggiamento di maggior cura e attenzione al proprio aspetto».

La differenza tra Italia e Gran Bretagan, inutile dire, non riguarda solo il sesso forte. Sempre in base ai dati raccolti dalla società britannica, il 2014 ha portato con sé una notevole riduzione della dimensione delle protesi mammarie, alla ricerca di un risultato più discreto e naturale. «Sicuramente la ricerca della naturalezza è sempre più sentita anche in Italia – dice Malan – ma nella maggior parte dei casi le pazienti chiedono una ‘terza’ piena». E la differenza, su chi prima assomigliava a una tavola, si nota eccome. 

Pubblicato il: 30-01-2015
Di:
FONTE : SICPRE

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