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Un supporto ai piccoli in fuga dalla guerra

La Fondazione L'Albero della Vita onlus, che lavora per migliorare le condizioni di vita e di crescita dei minori, dal 2013 dedica sostegno ai bambini profughi siriani e alle loro famiglie nella città di Milano, da cui parte il loro viaggio con la prospettiva di un futuro migliore

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Un supporto ai piccoli in fuga dalla guerra Fondazione L'Albero della Vita onlus

Un progetto, Emergenza Siria, nato per aiutare i giovani profughi a superare il trauma di un viaggio spesso ai limiti della sopravvivenza dopo l’abbandono del proprio Paese. E uno studio, Il trauma in transito, realizzato tra giugno e ottobre 2014 e promosso da Fondazione L’Albero della Vita onlus in collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano per individuare buone pratiche di lavoro con i bambini per il loro benessere, allontanando paure e insicurezze.

La ricerca, che rientra nel progetto Emergenza Siria della Fondazione, ha coinvolto 271 profughi siriani tra i sei e i quattordici anni, ospiti presso i centri di accoglienza milanesi di via Aldini e via Salerio. I due centri, che possono accogliere circa 500 persone, sono stati attivati dal Comune di Milano in accordo con la Prefettura, per far fronte all’emergenza di profughi in transito e sono stati affidati in gestione alla Fondazione Progetto Arca (Aldini) e alla Cooperativa Sociale Farsi Prossimo (Salerio). I due enti hanno il compito di fornire accoglienza e assistenza materiale e medica. L’Albero della Vita interviene, invece, con attività ludico-ricreative a finalità pedagogiche. Queste attività hanno permesso di osservare importanti cambiamenti nei bambini stessi come la diminuzione dell’aggressività, l’aumento della fiducia nell’altro e l’aumento della proattività.

La Fondazione - che dal 2004 lavora per migliorare le condizioni di vita e di crescita dei minori - nel 2013 ha istituito l’azione Emergenza Siria a sostegno dei minori siriani in arrivo a Milano. «Il progetto nasce nel quadro del programma che L’Albero della Vita dedica a sostegno di emergenze sociali che riguardano bambini e ragazzi, con particolare riguardo alle grandi città Italiane - spiega Ivano Abbruzzi, presidente di Fondazione L’Albero della Vita -. Milano è stata teatro di un importante transito migratorio, quello delle famiglie siriane in fuga dalla guerra civile e dal terrorismo fondamentalista. L’amministrazione comunale e le associazioni della società civile hanno allestito centri di accoglienza temporanei e, proprio in questi contesti, L’Albero della Vita ha rilevato la necessità di definire spazi e luoghi dove i bambini potessero ritrovare una propria identità e una risposta alle loro necessità. Gli oltre 9.500 bambini, transitati nei centri di accoglienza dove L’Albero della Vita ha attrezzato spazi di gioco e socializzazione, hanno sin da subito mostrato traumi legati alla guerra e alla violenza, alle inumane condizioni di viaggio e alla perdita di familiari. Molti non sono mai andati a scuola e non hanno familiarità con i libri e con il gioco all’aperto. La Fondazione ha quindi creato uno spazio dove i bambini e le loro famiglie potessero incontrarsi e vivere momenti di rielaborazione dei loro vissuti attraverso il gioco, la narrazione e il disegno».

Da questo progetto è nata la ricerca Il trauma in transito, dalla necessità di comprendere più in dettaglio i fattori di rischio e di protezione dei bambini siriani e palestinesi in transito, al fine di garantire le migliori attività e i migliori risultati durante il breve periodo di permanenza in Italia. Infatti, «la maggioranza di queste famiglie prosegue il proprio viaggio in clandestinità verso il nord Europa, passando dalla Germania con destinazione finale soprattutto in Svezia - continua Abbruzzi -. Solo poche decine di loro, sino a oggi, hanno richiesto asilo in Italia e sono stati inseriti in strutture di prima accoglienza per rifugiati, per un graduale inserimento sociale in Italia».

La ricerca condotta dall’Università Cattolica (Dipartimento di Psicologia – Unità di Ricerca sulla Resilienza) che studia da tempo i fenomeni di resilienza dei bambini profughi nei contesti internazionali e da L’Albero della Vita che opera per tutelare i diritti dei bambini e dei ragazzi a livello nazionale ed internazionale, ha evidenziato come i minori esposti a molteplici eventi traumatici di guerra, violenza e migrazione forzata presentino elevate difficoltà comportamentali e sociali.

Come trattare questi sintomi? «A parte percorsi terapeutici predisposti da psicoterapeuti con il supporto delle equipe educative dei centri - spiega ancora il presidente - il lavoro è prevalentemente educativo e si rivolge a stimolare lo sviluppo dei potenziali dei bambini attraverso il coinvolgimento in attività socializzanti, ricreative, sportive, culturali che sollecitano le loro capacità, richiamano valori positivi, offrono riferimenti proattivi, stimolano una maggiore consapevolezza di sé nella relazione con se stessi e con l’altro». 

Pubblicato il: 14-01-2015
Di:
FONTE : Dall'ufficio stampa della Fondazione L'Albero della Vita onlus, intervista a Ivano Abbruzzi

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