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Salute I risultati di una tavola rotonda della SICPRE

Chirurgia estetica, perché si fa ma non si dice

Il target di chi si sottopone a un intervento senza neanche dirlo al partner è costituito da donne tra i 35 e i 55 anni. Che non dicono per evitare critiche e discussioni

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Chirurgia estetica, perché si fa ma non si dice Thinstock

Hanno tra i 35 e i 55 anni, appartengono a una classe sociale medio-alta e sono prevalentemente, per non dire esclusivamente, donne. È questo l’identikit delle »belle bugiarde», come la Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica ha definito le pazienti che si sottopongono a un trattamento di medicina estetica o a un intervento di chirurgia plastica, ma non dicono neanche al partner, neanche alla migliore amica.

«Si tratta di un target con esigenze molto precise per quanto riguarda il periodo dell’intervento – spiega Fabrizio Malan, presidente della società scientifica che raccoglie l’80% dei chirurghi plastici italiani -. Di solito l’operazione viene programmata prima delle vacanze, se la paziente è single, oppure durante un viaggio di lavoro del partner, se ha un compagno convivente». Un’altra caratteristica della paziente «segreta» è poi una documentazione scrupolosa, e il perché è presto detto: «Perché non può lasciare nulla al caso – dice Malan – e si prepara la risposta in caso di domande indiscrete». E qui inizia il… divertimento.

Cosa dice una bella bugiarda a chi nota un decolletée molto più abbondante? In base ai dati raccolti dalla SICPRE durante la tavola rotonda «Chirurgia estetica, chi la fa e non lo dice?», la risposta più gettonata è «prendo la pillola», seguita da «ho cambiato reggiseno», «sono ingrassata» e «soffro di tensione premestruale».

Come fare a negare un ritocco al viso, sempre e comunque in vista? Nessun problema, le belle bugiarde non si lasciano scoraggiare da così poco. In questo caso, le giustificazioni più gettonate sono «il bambino mi ha dato una testata», «ho battuto contro un armadietto della cucina» e «ho avuto un piccolo incidente d’auto». Nel caso di contorni corporei più «scolpiti», conseguenza di una liposuzione, le spiegazioni più spesso addotte sono «finalmente ho trovato la dieta giusta» e «mi alleno con un personal trainer». Ma cosa spinge le donne a mentire, perché lo fanno? «In base all’esperienza dei nostri soci – riprende Malan – le motivazioni  principali sono il desiderio di sembrare naturalmente belle, senza ammettere il ricorso ad alcun tipo di aiuto esterno, e quello di evitare le opposizioni del partner, che nascono sia da ragioni economiche, sia da una volontà di controllo». Che, a volte, viene espressa anche con un «sei già bella così». Nella hit delle motivazioni c’è anche il desiderio di non essere oggetto di pettegolezzi, possibili critiche da parte di amici e parenti e, per finire, un disagio di fondo nell’affrontare il tema dell’invecchiamento.

A sorpresa, però, emerge che in molti casi raccontare le bugie non serve. E questo non perché le pazienti finiscano con l’essere smascherate, anzi. «Dalla nostra tavola rotonda è emerso che, in alcuni casi, lo sforzo di nascondere il post-operatorio è totalmente inutile, visto che le persone più vicine alla paziente, e in alcuni casi lo stesso partner, non si accorgono neanche del cambiamento a convalescenza conclusa». Bugiarde, quindi, ma anche poco osservate. 

Pubblicato il: 19-12-2014
Di:
FONTE : SICPRE

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