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Forma fisica Come si prepara un'astronauta

Un allenamento davvero spaziale

Prima di partire per una spedizione ci vuole un addestramento fisico molto impegnativo: ce lo ha spiegato Samantha Cristoforetti. Il training non termina nel momento del lancio ma prosegue anche a bordo, nel tentativo di preservare la salute di articolazioni e muscoli fino al rientro sulla terra

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Un allenamento davvero spaziale Thinstock

Come fanno gli astronauti per prepararsi ad affrontare le difficoltà che incontreranno durante il loro soggiorno fuori orbita? A svelare tutti i dettagli dell’allenamento spaziale (quello vero e quello senza differenza di genere) è stata di recente Samantha Cristoforetti, pilota dell’Aeronautica Militare e astronauta italiana dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), nonché prima donna italiana nello spazio, partita a bordo del veicolo russo Soyuz il 23 novembre per raggiungere la Stazione Spaziale Internazionale - insieme con Anton Shkaplerov e Aleksandr Samokutyayev – per dare il via alla spedizione denominata Futura, che durerà ben 6 mesi.

«Il principale obbiettivo delle sessioni di addestramento a cui siamo sottoposti, è quello di prepararci alle passeggiate spaziali» racconta Samantha all’interno di un video pubblicato sul sito ufficiale della spedizione. Per questo gli allenamenti si svolgono sott'acqua, dove è possibile simulare l'assenza di gravità: «In queste giornate passiamo fino a 6 ore in piscina, lavorando all'interno della tuta pressurizzata EMU, che è la stessa che viene indossata per uscire dalla nave spaziale» continua la 37enne milanese. «La tuta, quando è pressurizzata, risulta molto rigida. É un po' come un palloncino: più lo si gonfia e più le pareti si tendono. Tutto il corpo, ma soprattutto le mani, sono sottoposti ad un lavoro estenuante perché ogni volta che ci accingiamo ad affermare una ringhiera, usare un avvitatore elettrico ecc. (attività che praticamente svolgiamo per 6 ore di fila), è come se stessimo schiacciando con forza una pallina da tennis».

Sottolinea la Cristoforetti: «Sono giornate molto pesanti perché bisogna imparare a muoversi all'interno di questa tuta, le cui articolazioni lavorano in modo diverso da quelle del nostro corpo. Anche la visibilità è molto limitata. All'inizio si tende a lottare con la tuta, poi si impara ad assecondarne le limitazioni e a fare le cose in modo più intelligente, evitando un eccessivo dispendio di energia».

La piscina utilizzata per gli allenamenti non è ovviamente una struttura tradizionale: si tratta infatti di una vasca all’interno della quale è ospitata una riproduzione in scala 1:1 del modulo Zvezda della Stazione Spaziale Internazionale, ed una capsula Soyuz.

Ma non finisce qui, perché per salvaguardare la salute dell’organismo, che si trova a sopravvivere in condizioni extra-ordinarie, l’attività fisica deve proseguire anche a bordo: «Sulla nave spaziale facciamo sport tutti i giorni per evitare la debilitazione della muscolatura, delle ossa e del sistema cardiovascolare, che renderebbe molto difficile il rientro sulla terra nella nostra condizione di peso normale. Per fare attività abbiamo a disposizione una macchina particolare che ci permette di simulare l'allenamento con i pesi, e un tapis roulant speciale che ci permette di correre poiché è dotato di corde elastiche che ci trattengono e ci spingono verso la pedana, dando artificialmente al nostro corpo un peso che altrimenti non avremmo».

Il programma di training messo a punto per l’astronauta italiana è stato determinato in base ad una nuova metodologia di allenamento definita TRIMPi (individualized TRaining IMPulse), che si basa sul carico di lavoro interno che il singolo individuo sperimenta durante l’attività fisica, piuttosto che sulla spesa energetica indotta dall’attività stessa.

Abituarsi alla microgravità non è semplice, soprattutto durante le missioni di lunga durata: l’esercizio fisico costante e una dieta equilibrata rappresentano sicuramente un valido aiuto per il corpo che, in assenza di peso, è soggetto a molteplici cambiamenti.

Pubblicato il: 03-12-2014
Di:
FONTE : Dalle dichiarazioni rilasciate da Samantha Cristoforetti, pilota dell’Aeronautica Militare e astronauta italiana dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), in un video pubblicato sul sito ufficiale della spedizione Futura; dal sito ufficiale dell'ESA

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