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La tecnologia che fa “vedere” l'arte

Sensoltre, mostra itinerante, permette ai ciechi di percepire col tatto le pitto-sculture di GIOPE e di sentirne le suggestioni grazie al supporto audio-musicale

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La tecnologia che fa “vedere”  l'arte Informatici Senza Frontiere Onlus

Un progetto artistico per rendere i non vedenti in grado di toccare e «ascoltare» i quadri. Prosegue il viaggio itinerante della mostra Sensoltre, il percorso multisensoriale al buio tra opere tattili, ideato da Informatici Senza frontiere Onlus. Dopo la presentazione del 25 ottobre scorso con un test di due quadri al TEDx di Bologna, Sensoltre è visitabile dal 27 al 29 novembre presso l'Istituto dei ciechi Cavazza nel capoluogo emiliano.

Nel corso della visita visitatori vedenti e non vedenti ricevono uno smartphone con tecnologia Near field communication (in prossimità dell’opera l’apparecchio riceve automaticamente la registrazione con le istruzioni su come muovere le mani per comprendere la pitto-scultura) e una cuffia che contiene descrizioni e musiche selezionate per ciascun lavoro tattile. Ai vedenti sarà data una benda per seguire il percorso al buio. Le opere sono state realizzate da Giovanni Pedote, in arte Giope, un artista di Polignano (Bari) che crea quadri in cui vengono inseriti materiali diversi, come sabbia e legno e che traggono ispirazione da visioni ed esperienze vissute dallo stesso autore.

Finora le tappe della mostra sono state Bari e Benevento; da domani, Bologna. «Questa terza tappa è molto importante, sia per la dimensione della città stessa sia, e soprattutto, perché a Bologna si svolge nella sede nel prestigioso Istituto Cavazza, riferimento internazionale per gli ipovedenti  - spiega Dino Maurizio, presidente di Informatici senza Frontiere -. Abbiamo avuto modo di presentare la mostra in diversi contesti, quali Codeweek a Roma , il Tedx a Bologna e il Tec4social di Milano. Il successo è stato notevole, sia con i visitatori non vedenti che con quelli vedenti. Con il tempo cresce la percezione che Sensoltre sia qualcosa di unico, da vivere per comprendere più da vicino quello che chi non vede prova quotidianamente. Le tappe future, se i finanziamenti lo consentiranno, saranno Milano, Venezia, Napoli e, forse, Pisa». 

Informatici Senza Frontiere nasce nel 2005 dalla decisione di un gruppo di manager italiani dell’informatica con l’obiettivo di utilizzarla per fornire un aiuto concreto a chi vive in una situazione di povertà e di emarginazione o come mezzo d’inserimento sociale alle categorie disagiate.

«Nove anni fa, quando iniziammo quest’avventura, noi stessi non ci rendevamo conto delle enormi possibilità di supporto che si potevano concretizzare grazie all’informatica - racconta Maurizio -. Tutto è nato dalle esigenze di un ospedale sperduto nella savana ugandese dove operava un medico italiano alle prese con le difficoltà di sapere in anticipo se erano ancora disponibili farmaci vitali in dispensario, o di sapere se i pazienti che si presentavano erano, o meno, già stati curati in precedenza e per quali malattie. Noi abbiamo sviluppato un sistema informatico per rispondere a tali necessità. Nel tempo gli ospedali si sono moltiplicati e ora siamo presenti in Etiopia, Afghanistan, Benin, Tanzania, Burundi e in molti altri paesi africani». 

Un altro interessante progetto di Informatici Senza Frontiere è la sedia a rotelle comandabile con il solo movimento delle pupille. Questo progetto nasce come sviluppo di un’idea precedente, ovvero il comunicatore vocale per malati di SLA. Sfruttando parte di quanto già fatto e utilizzando nuovi sistemi tecnologici gli esperti dell’Associazione hanno aggiunto ulteriori funzionalità che permettono di pilotare il movimento della carrozzina. «Purtroppo questo progetto è fermo al prototipo. La realizzazione su vasta scala è legata alla possibilità che qualche produttore di carrozzine elettriche accetti di mettere a disposizione il proprio prodotto per questa modifica. I costi finali saranno legati a tale accordo, mentre il nostro software sarà fornito gratuitamente».

Pubblicato il: 26-11-2014
Di:
FONTE : Adnkronos, ufficio stampa Informatici Senza Frontiere Onlus e intervista a Dino Maurizio

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