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Più caffè contro diabete di tipo 2 e rischio cardiovascolare

Studi recenti confermano gli effetti benefici di questa bevanda in termini di prevenzione contro alcune delle malattie croniche più diffuse oggigiorno

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Più caffè contro diabete di tipo 2 e rischio cardiovascolare Thinstock

Il caffè rappresenta ancora oggi un piacere irrinunciabile per moltissimi Italiani, e a confermarlo sono i numeri. Secondo i dati elaborati dal Comitato Italiano Caffè (CIC) e presentati al World of Coffee - la Fiera internazionale andata in scena a Rimini dal 10 al 12 giugno - il nostro Paese registrerebbe infatti un consumo medio annuo di caffè superiore alla media europea, ponendosi al decimo posto della classifica mondiale con ben 5,63 kg/pro-capite.

Un’abitudine, quella dell’espresso in tazzina, che non è solo sinonimo di piacere per il palato, ma che sembrerebbe trovare un ottimo riscontro anche in termini di salute per l’organismo poiché, secondo una serie di studi raccolti dall'’Institute for Scientific information on Coffee all’interno del suo rapporto annuale, il caffè sarebbe in grado di proteggerci dallo sviluppo diabete di tipo 2. Nello specifico, il consumo di tre o quattro tazze di caffè al giorno, comparato con il consumo nullo o inferiore a due tazze al giorno, verrebbe associato a una riduzione di circa il 25% delle possibilità di incorrere in tale malattia.

A rendere possibile questo risultato non sarebbe però la presenza di caffeina. Una recente meta-analisi indicherebbe infatti gli antiossidanti presenti nei chicchi quali diretti responsabili di un miglior controllo del danno cellulare, e l’acido clorogenico come fautore della riduzione della concentrazione di glucosio nel sangue.

Non solo caffè nero però, ma anche caffè verde a beneficio dell’organismo. E a tal proposito un recente studio condotto dall’Institute for Scientific information on Coffee e pubblicato sulla rivista BioMed Research International, dimostrerebbe come la bevanda ottenuta da chicchi di caffè crudo giochi un ruolo importante nella riduzione dei fattori di rischio cardiovascolare.

Lo studio pilota, eseguito su un campione di individui sani, prevedeva il consumo, per due settimane, di caffè verde e caffè nero, con lo scopo di esaminare i diversi effetti sui marker cardiovascolari.

Dopo ogni consumo, venivano analizzati una serie di parametri antropometrici tra cui la pressione del sangue, l’elasticità delle arterie e i valori delle urine. Le evidenze hanno mostrato che la pressione sistolica del sangue e l’elasticità arteriale si erano ridotte sensibilmente, senza alcun cambiamento nel consumo energetico. Inoltre il livello di cortisolo/cortisone si era ridotto dopo l’assunzione di caffè verde.

É bene specificare che il caffè verde non è altro che caffè composto da chicchi non tostati, ma fatti semplicemente essiccare: da qui la particolare colorazione che richiama la foglia. Il chicco contiene preziosi elementi, come l’acido clorogenico, l’acido quinico, le vitamine, i minerali e i polifenoli. Soprattutto questi ultimi sono importanti per il nostro organismo in quanto, una volta assimilati,  interagiscono con la nostra biochimica, attivando e regolando numerosi aspetti funzionali, che includono anche il sistema cardiovascolare.

Pubblicato il: 19-11-2014
Di:
FONTE : Comitato Italiano Caffè (CIC); Rapporto annuale dell'Institute for Scientific information on Coffee e dalla rivista BioMed Research International

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