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Un corretto stile di vita per combattere l'ipertensione

Questa patologia, caratterizzata da un'elevata pressione del sangue nelle arterie - con un conseguente iper lavoro a discapito del cuore – è oggi sempre più diffusa anche tra i bambini. Scopriamo insieme come sconfiggerla

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Un corretto stile di vita per combattere l'ipertensione Thinstock

Poco movimento, troppe calorie: sarebbero questi, secondo gli esperti, i fattori determinanti delle più diffuse malattie croniche che affliggono oggi molte persone non solo in età adulta, ma purtroppo anche in età pediatrica. A delineare la gravità della situazione per i più piccoli, sono i numeri resi noti dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) secondo cui  il 32,3% dei bambini italiani sarebbe in condizioni di sovrappeso o di obesità, fattore di rischio per le più pericolose patologie cronico degenerative tra cui il diabete di tipo 2 e, per l’appunto, l’ipertensione.

Ed è proprio per approfondire queste tematiche che sabato 8 novembre un gruppo di esperti del mondo scientifico, opinion leader e famiglie si sono dati appuntamento a Monza presso il centro CAM in un convegno dal titolo Bambini, alimentazione e attività motoria.

Particolare attenzione è stata riservata al problema dell’ipertensione in età pediatrica che desta oggi grande preoccupazione: «I numeri sono allarmanti» ha dichiarato durante il convegno la dottoressa Simonetta Genovesi, ricercatrice del Dipartimento di Scienze della Salute, Università degli Studi Milano-Bicocca «e a confermarlo sono anche i risultati delle stesse indagini condotte dal nostro Ateneo nelle scuole elementari di Monza e della Brianza. Oltre il 4 % dei bambini brianzoli risulta essere affetto da questo patologia, che in molti casi è associata a una situazione di sovrappeso: modificare gli stili di vita dei nostri giovani risulta quindi una necessità».

Sono tre le azioni sinergiche che, secondo l’esperta, sarebbero in grado di ovviare al problema: una diminuzione dell’eccesso ponderale, una diminuzione dell’apporto di sodio attraverso una dieta corretta, e un aumento dell’attività fisica.

«Per eliminare il peso in eccesso, ad essere ridotto dovrebbe essere in primis il consumo di  zucchero: glucosio e soprattutto fruttosio, poiché quest’ultimo – presente in molti soft drink – è in grado di entrare liberamente nelle cellule e viene trasformato in acido urico, la cui presenza nell’organismo è associata all’aumento della pressione» ha spiegato la dottoressa durante il suo intervento. «Anche il sale andrebbe diminuito in modo importante: l’OMS fissa il limite a 5 g al giorno, mentre le ricerche effettuate rivelano un consumo quotidiano pro-capite che si aggira intorno ai 10 g, praticamente il doppio. Il sale che consumiamo non è infatti solo quello che aggiungiamo ai cibi: esso è presente anche in molti alimenti confezionati, perfino in alcuni dolci» ha proseguito la prof. Genovesi. «Diversi studi hanno dimostrato come sia possibile indirizzare il gusto dei bambini affinché consumino meno sale in età adulta: diventa allora fondamentale educare i piccoli ad una corretta alimentazione».

«L’intervento più immediato consiste però nell’incremento dell’attività fisica: in questo caso, anche se il calo di peso non si verifica subito, si assiste però in breve tempo alla redistribuzione del grasso» ha spiegato l’esperta «Quello viscerale diminuisce ed aumenta invece la massa muscolare: tutti elementi positivi questi, per il raggiungimento di una ritrovata salute».

Per promuovere il cambiamento e guidare i bambini verso un nuovo approccio al cibo ed al movimento, il CAM di Monza ha poi presentato ufficialmente, in occasione del convegno, FitFoodness CAMKids Expo 2015: un progetto che coinvolgerà 300 bambini di alcune scuole monzesi per un periodo di 6 mesi (dal 7 gennaio al 7 giugno 2015). «Formare  giocando e giocare  formandosi: è questo il metodo alla base del progetto che si propone di indirizzare bambini e famiglie verso corretti stili di vita per ridurre l’insorgenza di patologie nel rispetto di Linee Guida approvate dai più importanti organismi specialistici di tali settori, avendo al fianco educatori e pediatri» ha dichiarato Maurizio G. Biraghi, coordinatore scientifico di FitFoodness. Sono ancora troppo frequenti infatti tra i piccoli le abitudini alimentari scorrette ed i comportamenti sedentari, che possono essere modificati solo attraverso una educazione nutrizionale e motoria precoce.

Pubblicato il: 12-11-2014
Di:
FONTE : dal convegno intitolato "Bambini, alimentazione e attività motoria" tenutosi sabato 8 novembre presso il CAM (Centro Analisi Monza) di Monza

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