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Dieta Cucina e benessere

Spezie e aromi per ridurre il consumo di sale

Ridurre i condimenti si può. L'uso delle erbe in cucina può aiutare a limitare l'apporto di sodio. Come rivela uno studio americano. A guadagnarci sono la salute ma anche i sapori

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Spezie e aromi per ridurre il consumo di sale Thinstock

Un eccessivo consumo di sodio è nocivo per l’organismo: a sostenerlo sono gli esperti del settore salute che consigliano di limitarlo ad un massimo di 5 g al giorno (dato riferito agli adulti), che in realtà potrebbero anche bastare per condire a sufficienza le pietanze nell’arco delle 24 ore, se non fosse che molti degli alimenti confezionati che consumiamo abitualmente ne contengono già in quantità non trascurabili, tanto da soddisfare quasi totalmente di per sé il fabbisogno quotidiano.

Imparare ad utilizzare aromi e spezie in cucina può rappresentare allora un’ottima soluzione per evitare di aggiungere sale a quello che mangiamo, senza dover per questo rinunciare al gusto ed al piacere del cibo. Ad avallare questa teoria sono i risultati di uno studio americano che hanno dimostrato come chi riceve informazioni sulle modalità di utilizzo di tali ingredienti, è successivamente portato ad impiegarli regolarmente in cucina, riducendo di conseguenza l’apporto di sodio.

Lo studio, presentato durante un recente convegno dell'American Heart Association da un gruppo di ricercatori guidato da Cheryl Anderson, esperta dell'Università della California di San Diego, prevedeva due fasi. Nelle 4 settimane iniziali ai 55 volontari coinvolti era stata prescritta una dieta a basso conteuto di sodio, che prevedeva solo cibi e bevande scelti dai ricercatori. A conclusione della prima fase i partecipanti avevano portato il consumo di sale da una media quotidiana di 3,45 grammi a 1,66 grammi al giorno. Nelle 20 settimane successive a metà dei partecipanti era stato chiesto di continuare a limitare il consumo di sodio regolandosi in modo autonomo, all’altra metà invece era stato insegnato come utilizzare spezie ed aromi in cucina.

Nella seconda fase dello studio l'assunzione quotidiana di sodio era tornata ad aumentare per tutti, ma i volontari che avevano ricevuto delle indicazioni sull’utilizzo di erbe e aromi, avevano comunque assunto circa 966 mg in meno al giorno rispetto agli altri.

«Le spezie, oltre a regalare sapore agli alimenti, rappresentano una fonte ricchissima di antiossidanti, sostanze in grado di rallentare l’invecchiamento e di contrastare l’infiammazione cellulare, una delle cause principali alla base dello sviluppo di molte malattie croniche. Esse possono sostituire degnamente non solo il sale, ma rappresentano un valido aiuto anche per evitare l’abuso di altri condimenti come l’olio, la maionese e le innumerevoli tipologie di salse ipercaloriche oggi in commercio» spiega la dottoressa Emanuela Russo, dietista referente presso l’Istituto Clinico Sant’Ambrogio di Milano ed il centro Emotifood di Monza.

Con l’aiuto dell’esperta abbiamo allora individuato le 5 spezie indicate dalla Scienza come le più benefiche in termini di salute, e che possono essere utilizzate ogni giorno per regalare benessere a tutto l’organismo e più gusto ai nostri piatti:

- la curcuma è una spezia di origine orientale, con un elevato potere antinfiammatorio, antidolorifico e antiossidante. Studi recenti hanno dimostrato la sua utilità per la prevenzione del diabete di tipo 2 nonché dell’Alzheimer
- il peperoncino ha principalmente un effetto depurativo ed antinfiammatorio. Esso contribuisce inoltre al buon funzionamento del sistema cardiocircolatorio ed aiuta a tenere a bada i livelli di zucchero e colesterolo nel sangue
- la cannella è perfetta da utilizzare per regalare un po’ di sapore al latte, yogurt, tisane, dolci fatti in casa ecc. Oltre al gusto piacevole, questa spezia è un concentrato di benessere poiché sembrerebbe in grado di regolare gli zuccheri nel sangue, ridurre i dolori causati dall'artrite, e lenire mal di gola e raffreddore. La Ricerca le attribuisce anche un’elevata proprietà anticancro
- lo zenzero è noto per la sua funzione digestiva e depurativa: per questo viene molto spesso utilizzato fresco, in aggiunta a tisane e centrifugati. Aiuta inoltre a contrastare la ritenzione idrica ed ha un elevato potere antinfiammatorio. Studi scientifici ne hanno dimostrato infine l'efficacia come antidolorifico in caso di artrite
- il curry è un mix di varie spezie, principalmente curcuma e pepe nero. A volte può contenere anche zenzero, cumino, cardamomo, chiodi di garofano e zafferano. Secondo le evidenze scientifiche l’abbinamento del pepe alla curcuma, rende quest’ultima più biodisponibile e dunque assorbibile dal nostro organismo, con elevato vantaggio per la nostra salute. Il curry possiede dunque tutte le proprietà della curcuma amplificate: è un potente antiossidante, aiuta a prevenire l’infiammazione cellulare (alla base dello sviluppo delle malattie croniche come diabete, patologie cardiovascolari ecc.), ed ha un ruolo importante nel contrastare le malattie neurodegenerative tra cui l’Alzheimer.

Pubblicato il: 05-11-2014
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FONTE : da uno studio presentato durante un recente convegno dell'American Heart Association da un gruppo di ricercatori guidato da Cheryl Anderson, esperta dell'Università della California di San Diego

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