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Un aiuto concreto per i meno fortunati

La Fondazione Claudio Ciai di Firenze si spende per sostenere le vittime di gravi incidenti stradali e lavorativi e le loro famiglie nell'affrontare la disabilità dei propri cari

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Un aiuto concreto per i meno fortunati Fondazione Claudio Ciai

Sostenere le persone vittime di incidenti stradali e lavorativi, che hanno riportato gravi lesioni cerebrali e disabilità permanenti. È l’obiettivo di una piccola ma intraprendente Fondazione di Firenze, nata poco più di sei mesi fa per ricordare Claudio Ciai, coinvolto in un tragico sinistro stradale il 15 settembre 2010 mentre era in servizio per la sua azienda.

Claudio, colpito da lesioni cerebrali e fisiche, era rimasto in deficit motorio, cognitivo e funzionale fino al 19 marzo scorso quando si è spento. I suoi parenti, in particolare il figlio Francesco e la moglie Daniela hanno deciso di continuare a lottare in suo nome per aiutare altre vittime come lui e le loro famiglie.

Per perseguire questo obiettivo, hanno costituito la Fondazione Claudio Ciai, una Onlus che mette a disposizione le conoscenze maturate negli anni trascorsi con Claudio e aiuta le famiglie a garantire al proprio caro, se non la guarigione, una vita quantomeno dignitosa. Inoltre, raccoglie e condivide informazioni sui luoghi di assistenza socio-sanitaria, in Italia e all’estero, sulle opportunità per coprire almeno in parte le spese sanitarie e fornisce supporto sulle eventuali azioni legali da intraprendere per far valere i diritti del malato. Infine, si propone come guida per chi si trova all’improvviso ad affrontare una situazione d’emergenza senza alcun punto di riferimento.

La Fondazione di progetti ne ha molti e uno in particolare ha già fatto storia. È il caso della campagna Ciai Coraggio, nata da una lettera di Francesco Ciai, figlio di Claudio e presidente della Fondazione, diventata un caso mediatico. L’iniziativa parte da uno sfogo sulle ingiustizie subite dal padre e fino ad allora mai raccontate dalla stampa nazionale, un appello a parlare di queste storie per non lasciare soli i meno fortunati. Insomma, una critica accorata che ha segnato probabilmente il vero inizio della Fondazione.

E Claudio di ingiustizie ne ha subite tante. Basti pensare che dopo circa due anni dal tragico incidente, che lo aveva reso tetraplegico e invalido al cento per cento, «l’azienda per cui lavorava ha smesso di corrispondergli lo stipendio senza però concludere il rapporto lavorativo; questo ha, di conseguenza, reso impossibile il suo accesso agli ammortizzatori sociali - racconta Francesco Ciai -. E ancora, dopo una lunghissima e sofferta riabilitazione in Italia e in Austria e il parere favorevole dei medici al suo ritorno a casa, è stato costretto a morire in una clinica. Infatti, non è stato possibile trasferirlo nel nostro appartamento a causa del parere contrario degli altri condomini all’installazione, sulla facciata, di una speciale piattaforma che avrebbe consentito di elevare mio padre fino al primo piano del palazzo».

Fantascienza? Purtroppo no, l'integrità estetica di una facciata ha prevalso sulla vita di un disabile. E pare assurdo, ma questa presa di posizione dei vicini di casa è stata confermata anche dai giudici del tribunale di Firenze, che hanno riconosciuto, anche in ricorso, il diritto dei condomini all'uso delle parti comuni di un edificio privato.

Ecco perché la lettera, che ha riscontrato più di 28000 condivisioni, ed ecco perché la campagna Ciai Coraggio, nata con uno scopo ben preciso: sensibilizzare la popolazione e denunciare le ingiustizie che spesso subiscono i più deboli. «È ancora possibile partecipare all'iniziativa - spiega il presidente - postando un selfie del proprio volto e di un foglio che riporti nome, cognome e gli hashtag #ciaicoraggio, #claudiociai e #dirittiumani. Chiunque può partecipare contribuendo a dare visibilità a storie che troppo spesso vengono oscurate e difendendo i diritti dei diversamente abili».

Un’altra iniziativa della Fondazione è il Progetto d’arte Firenze - New York; protagonista assoluto il Duomo di Firenze ripensato in un'ambientazione alquanto originale: la città di New York. Dodici opere pittoriche realizzate da famosi artisti statunitensi e italiani che hanno dato fondo alla loro creatività dipingendo la famosa cattedrale fiorentina in versione grande mela. Le opere saranno presentate a inizio dicembre nel corso di un seminario dedicato agli infortuni sul lavoro e agli incidenti stradali e esposte al pubblico dall’11 al 13 di dicembre.

«La scelta di unire le due città in un solo quadro viene dal legame della famiglia Ciai con il Duomo di Firenze - notai all'epoca della sua costruzione, contribuirono al coordinamento delle maestranze e al finanziamento dell'opera - e dall'ultimo desiderio espresso da Claudio la sera prima dell'incidente, e mai realizzato, di visitare New York - spiega ancora Francesco -. I migliori lavori verranno utilizzati per il calendario di beneficenza 2015 e tutte le opere d’arte esposte presso una galleria d'arte di Firenze. Inoltre, gli artisti hanno deciso di devolvere la metà dell'eventuale ricavato alla Fondazione per le attività future».

E per finanziarsi, la Onlus, che collabora attivamente con altre associazioni fiorentine, organizza anche tornei di calcetto a scopo benefico, il prossimo si terrà il 29 novembre presso il Centro tecnico federale di Coverciano a Firenze.  

Infine, la Fondazione ha un sogno che si augura di poter realizzare in futuro: costruire una struttura dove le vittime di incidenti stradali e lavorativi possano trovare cure mediche e assistenziali adeguate e di alto livello. «Abbiamo deciso di creare questa Onlus perché siamo convinti che da un grande dolore possa scaturire un grande amore per il prossimo - conclude Francesco Ciai -  e speriamo di poter aiutare nei prossimi anni tante famiglie e tante persone vittime di incidenti».

Pubblicato il: 29-10-2014
Di:
FONTE : Intervista a Francesco Ciai, presidente della Fondazione Claudio Ciai

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