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Salute Preferibile quello non scremato

Il latte vaccino è il migliore per la crescita e lo sviluppo

Uno studio canadese condotto su 4 mila bambini ha evidenziato come chi sostituisce il latte di mucca con quello, ad esempio, di soia o di mandorla, corre un rischio doppio di soffrire di carenza di vitamina D e calcio, che porta ad osteoporosi e rachitismo

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Il latte vaccino è il migliore per la crescita e lo sviluppo Thinstock

Il termine «latte vaccino», per chi non sa di cosa si tratta, risulta spesso ambiguo e foriero di equivoci riguardo alla sua denominazione, ma altro non è che il classico latte di mucca: un alimento indispensabile per le sue proprietà nutrizionali che risultano particolarmente importanti per lo sviluppo dell'organismo e per la salute delle ossa. Il latte vaccino risulta infatti una ricca fonte di sali minerali quali calcio e fosforo e di vitamina D, necessaria per la deposizione di calcio nello scheletro e nelle cartilagini. Menzione particolare va anche alle sue proteine: le più abbondanti sono denominate caseine, che costituiscono una miniera di amminoacidi essenziali come ad esempio la fenilalanina.

Esistono tuttavia vari tipi di latte, tra cui quello derivato da altri animali quali capra, pecora e bufala, e quello vegetale estratto per esempio dalla mandorla, dalla soia e dal cocco: vengono commercializzati in quanto risultano possedere proprietà differenti rispetto a quello vaccino, tra cui una diversa digeribilità. Ciò nonostante, uno studio recente promosso dai ricercatori del St. Michael's Hospital e pubblicato sulla rivista Canadian Medical Association Journal ha sancito la superiorità del latte di vacca rispetto alle altre tipologie.

Secondo la sperimentazione degli scienziati d'oltreoceano, che ha coinvolto circa 4 mila bambini di età compresa tra uno e sei anni, chi sostituisce il classico latte vaccino con dei suoi succedanei presenta un rischio maggiore di soffrire di carenza di vitamina D e calcio, elementi spesso non presenti naturalmente nelle altre tipologie di latte ma addizionati. Da ricordare che la scarsità di questi costituenti chimici nel nostro organismo produce effetti collaterali piuttosto seri, provocando rachitismo e osteoporosi.

I ricercatori canadesi hanno calcolato che per ogni bicchiere di latte vaccino non consumato, si va incontro ad una riduzione del 5% dei livelli plasmatici di vitamina D ogni mese, statistica che comporta un pericolo di carenza di questo elemento più che raddoppiato rispetto a coloro i quali assumono abitualmente latte vaccino. Questo significa, soprattutto al di sotto dei cinque anni, che occorre preferire il latte di mucca preferibilmente non scremato, tipologia che presenta un maggiore contenuto di grassi indispensabili per fornire al bambino l'energia necessaria ad una crescita rapida e ad un corretto sviluppo del sistema nervoso. 

Pubblicato il: 21-10-2014
Di:
FONTE : St. Michael's Hospital, Canadian Medical Association Journal

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