Sondaggio

Sondaggio

La scelta vegetariana: perché lo fai?
Vota

Terme di Comano

Comano: valle della salute
Vai allo speciale

Ricostruzione mammaria: è la rivoluzione

Grazie ai nuovi materiali, si fa un solo intervento anziché due, per il maggiore comfort della paziente che in questo modo non vive il trauma dell'amputazione

4.17 di 5
Ricostruzione mammaria: è la rivoluzione Thinstock

Entrare in sala operatoria con un seno "normale", ma ammalato di tumore, e uscire con un seno altrettanto normale, perché perfettamente ricostruito. Non è una prospettiva futuribile, né un risultato da conquistare con il tempo e la ricerca. Succede già, grazie a tecniche oncologiche sempre più conservative e soprattutto grazie ai cosiddetti nuovi materiali. "I due elementi insieme hanno determinato una vera e propria rivoluzione nella ricostruzione mammaria", spiega Enrico Robotti, presidente del congresso della Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica, in calendario a Bergamo dal 13 al 15 ottobre, che ha dedicato al tema della ricostruzione mammaria un ampio spazio.  "I cosiddetti nuovi materiali sono ADM e Mesh - spiega Maurizio Nava, primario di Chirurgia Plastica dell'Istituto di Tumori di Milano  -, device di origine biologica e semisintetica che consentono la cosiddetta ricostruzione in un tempo solo, con risultati estetici anche molto gratificanti. Si tratta di 'reti' e 'maglie' che permettono di alloggiare la protesi nel modo migliore, evitando che sia visibile e soprattutto evitando alcune complicanze". Insomma,  risultati immediati migliori, meno problemi futuri e un notevole risparmio alla voce più importante, la sofferenza della paziente. "Ovviamente non è un dettaglio, per una paziente già provata dalla diagnosi di un tumore, sostenere un intervento solo e non due", fa notare Roy de Vita, primario di Chirurgia Plastica all'Istituto dei Tumori Regina Elena di Roma. Almeno in apparenza, invece, non risparmia la struttura sanitaria perché ADM e Mesh sono molto cari. "Ma ci sono già studi internazionali che dimostrano - dice ancora Robotti, che utilizza da circa due anni i nuovi materiali all'Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo - costi decisamente inferiori nel medio periodo. Infatti si "risparmia" un intervento, una degenza e tutte le visite successive". 

E, senza aver subito il trauma di un'amputazione, è più facile e più immediato riprendere la vita normale, come se nulla fosse stato. 

Pubblicato il: 16-10-2014
Di:
FONTE : SICPRE

© 2017 sanihelp.it. All rights reserved.