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Salute SICPRE 2014

Congresso SICPRE: la chirurgia plastica contro la sofferenza

Ridurre il dolore e i tempi della cura sono obiettivi sempre più possibili. E sono sempre di più gli obiettivi di questa specialità, come emerge dall'incontro annuale al via a Bergamo

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Congresso SICPRE: la chirurgia plastica contro la sofferenza Thinstock

Apre il 13 ottobre, alla Fiera di Bergamo, il 63mo congresso nazionale della SICPRE, Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica, che cade tra l’altro in concomitanza con il BRA Day, la giornata internazionale della ricostruzione mammaria (15 ottobre, giorno di chiusura dei lavori).

Occasione privilegiata per fare il pieno delle novità in arrivo dalle due branche della specialità (quella ricostruttiva e quella estetica, entrambe rappresentate da una Società che quest’anno compie 80 anni), il congresso si sviluppa attorno a un ideale fil rouge, la lotta alla sofferenza.

»È un traguardo che si cerca di raggiungere attraverso due strade – spiega Enrico Robotti, presidente del congresso -: la riduzione del dolore e la riduzione dei tempi totali della cura, aspetti sui quali fortunatamente si sono ottenuti ragguardevoli risultati». Così è, ad esempio, per quanto riguarda la ricostruzione mammaria, argomento al quale il congresso dedica importanti sessioni, che sempre di più avviene in un tempo solo (fino a poco fa erano necessari due interventi), con grande vantaggio per la paziente, già provata dal tumore. «La ricostruzione in one step è possibile grazie a tecniche oncologiche sempre più conservative e soprattutto grazie ai cosiddetti nuovi materiali, «tessuti» di origine biologica o semisintetica che hanno completamente rivoluzionato la ricostruzione mammaria». E a proposito di rivoluzione, per quanto riguarda la mammella ce n’è un’altra in vista: a partire dal gennaio 2015, in recepimento a una legge comunitaria, le sole realtà deputate ad affrontare gli interventi oncologici e ricostruttivi della mammella saranno le Breast Unit. «Le Breast Unit – dice Robotti - comprendono tutte le professionalità coinvolte nella cura del tumore della mammella: chirurghi generali, chirurghi plastici, oncologi, radiologi e radioterapisti. Per questo le cure sono di altissimo livello, ma razionalizzate. Da qui il risparmio».

Grande spazio al congresso anche alla chirurgia dei genitali femminili, fenomeno in grande crescita (dal 2011 al 2012 questi interventi sono aumentati del 24%) al quale la comunità scientifica guarda con attenzione e un po’ di preoccupazione. Non tutti gli interventi, infatti, sono realmente necessari e, soprattutto, non tutti avvengono nelle condizioni ideali, cioè ad opera di un team multispecialistico, il solo in grado di assicurare le necessarie competenze di ginecologia, urologia e chirurgia plastica. Perché il rischio è quello di un «dopo» peggiore del «prima». Ma cosa spinge le donne ad affrontare questi ritocchi? Un desiderio estetico, certo, ma anche la volontà di ridurre dolore e fastidi, che spesso insorgono con l’età, la menopausa e la chemioterapia, un ambito in cui la medicina rigenerativa dà i risultati più incoraggianti.

Lotta al dolore, infine, anche per quanto riguarda le ferite difficili, un’evenienza sempre più frequente a causa dell’aumento dell’età media e della maggiore insorgenza del diabete, malattia come è noto correlata a problemi di cicatrizzazione. A questo tema il congresso - costruito su una fortissima ossatura formativa, nel rispetto delle esigenze di formazione continua espresse dai soci - dedica un’ampia sezione, con tanto spazio per le nuove medicazioni (oggi non più solo a base di idrocolloidi) al trattamento tempestivo del paziente e per finire alle possibilità offerte dalla medicina rigenerativa. 

Pubblicato il: 10-10-2014
Di:
FONTE : SICPRE

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