Sondaggio

Sondaggio

La scelta vegetariana: perché lo fai?
Vota

Terme di Comano

Comano: valle della salute
Vai allo speciale

Salute Ecco perché su alcuni è innocuo e su altri causa insonni

Il DNA suggerisce anche quanto caffè puoi bere al giorno

Uno studio sul genoma di 120000 consumatori abituali di questa bevanda ha svelato 6 varianti genetiche in base alle quali, di persona in persona, differisce la quantità di caffeina sufficiente a produrre i noti effetti collaterali

3.25 di 5
Il DNA suggerisce anche quanto caffè puoi bere al giorno Thinstock

Il rito del caffè: cosa c'è di più italiano di una tazzina di espresso consumata la mattina a colazione o subito dopo i pasti. Si dice che consumarne troppo provochi seri problemi alla salute: ed è vero, poiché il suo principio attivo, la caffeina, costituisce uno stimolante che se assunto ad alte dosi può provocare aritmia, ipertensione, tachicardia, ansia, tremori e addirittura osteoporosi, in quanto riduce l'assorbimento di calcio e ferro.

Ciò nonostante, a moderate quantità, il caffè possiede anche buone qualità benefiche: si tratta di un diuretico, di un digestivo, di un broncodilatatore che può risultare utile nel trattamento di crisi allergiche e di asma, di un anoressizzante in caso di obesità e in generale si ritiene possa anche migliorare le prestazioni atletiche aumentando la reattività e l'attività psicomotoria dello sportivo. Per questo motivo, la caffeina è stata inserita anche nella lista delle sostanze dopanti: nelle urine dell'atleta non deve superare la quantità di 0.012 mg/ml.

Si direbbe, vedendo il rapporto stretto e privilegiato che l'italiano intrattiene con questa bevanda, considerata più un immenso piacere che una consuetudine vera e propria, che i fattori ambientali siano decisivi nei confronti dell'amore verso il caffè: prova ne è che, in generale, si ritiene che il suo consumo abituale ne innalza la soglia di tolleranza da parte dell'organismo di un individuo. Ciò nonostante uno studio condotto dai ricercatori della Harvard School of Public Health in collaborazione col Brigham and Women's Hospital, sposta l'attenzione su di un altro fattore: quello genetico.

La sperimentazione, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Molecular Psychiatry, è stata condotta sul genoma di ben 120000 consumatori di caffè, di origine sia europea che afro-americana. Grazie all'analisi incrociata i ricercatori coinvolti nello studio hanno evidenziato sei varianti genetiche in base alle quali gli effetti della caffeina differiscono da una persona all'altra: ed ecco spiegato il motivo per cui a qualcuno bastano poche tazzine di questa bevanda per rimanere sveglio tutta la notte, mentre per altri anche enormi quantità risultano assolutamente inoffensive.

Il risultato di questa sperimentazione risulta importante in quanto suggerisce che per ciascuno di noi esiste una dose giornaliera personalizzata ideale di caffè: dunque, abbassarne l'assunzione in un caso ed alzarla in un altro caso può dar luogo a tutti i benefici elencati in precedenza, senza alcun effetto collaterale per il nostro organismo. Non solo: tale studio suggerisce quanto la genetica, senza che ce ne rendiamo conto, possa influenzare i nostri comportamenti abituali.  

Pubblicato il: 08-10-2014
Di:
FONTE : Harvard School of Public Health, Brigham and Women's Hospital, Molecular Psychiatry

© 2021 sanihelp.it. All rights reserved.