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Salute Un'ipotesi attendibile al 95%

Scoperta l'origine dell'Aids: nata in Congo intorno al 1920

Uno studio è stato in grado di ripercorrere la storia del virus grazie alla sequenza del suo genoma. Scoppiata a Kinshasa agli inizi del secolo scorso, si è poi diffusa a causa dello sviluppo delle reti ferroviarie e della fine degli imperi coloniali

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Scoperta l'origine dell'Aids: nata in Congo intorno al 1920 Thinstock

Se ne sono dette tante sull'Aids, probabilmente a causa della peculiarità di un virus che ha terrorizzato il mondo in special modo a cavallo tra gli anni '80 e '90 e che sta continuando a mietere vittime, in particolare ma non esclusivamente in Africa e nei cosiddetti paesi in via di sviluppo. Da chi sostiene che la patologia non sarebbe correlata al virus dell'HIV, a chi asserisce che l'HIV sarebbe un virus innocuo e che a debilitare il fisico sarebbe la cura al punto da causare il decesso del paziente, a chi infine ritiene che l'Aids sia nata come arma batteriologica sfuggita dal controllo dei ricercatori che l'hanno concepita in laboratorio. È stato dimostrato come ogni ipotesi alternativa su questa tremenda malattia risulti infondata e priva di prove scientifiche: ciò nonostante l'enigma intorno all'origine Aids continua ad essere oggetto di illazioni e studi.

Uno di questi studi è stato condotto recentemente dai ricercatori delle prestigiose Università di Oxford e Lovanio: la sperimentazione congiunta degli scienziati britannici e belgi ha portato probabilmente a squarciare infine il velo di mistero entro il quale si celava l'HIV. Secondo l'opinione degli studiosi in questione, la pandemia ha avuto origine negli anni '20 nella Repubblica Democratica del Congo, in particolar modo a Kinshasa: lo sviluppo delle reti di trasporto ferroviarie, che rendevano la capitale africana una delle città meglio connesse del continente in epoca coloniale, ha contribuito alla sua diffusione.

Per giungere a queste conclusioni, i ricercatori britannici e belgi hanno dovuto ricostruire la storia genetica del virus dell'HIV, analizzando tutte le informazioni disponibili e utilizzando le più innovative tecniche filogeografiche, che hanno permesso una stima statisticamente molto attendibile della sua origine. L'analisi della sequenza del genoma del gruppo M, quello maggiormente diffuso, incrociata ai dati epidemiologici, hanno dunque permesso di ricostruirne la storia. Secondo questo studio, infatti, la probabilità che il virus sia partito da Kinshasa tra il 1905 e il 1930 addirittura del 95%, virus che poi si sarebbe sviluppato grazie ad una serie di circostanze favorevoli tra cui, come detto in precedenza, lo sviluppo delle reti ferroviarie che permettevano alle persone infette di viaggiare, rendendo impossibile la circoscrizione dell'epidemia.

Successivamente, il progressivo sgretolamento delle politiche coloniali e la contemporanea dichiarazione di indipendenza di paesi in cui si erano sviluppati focolai secondari hanno permesso al virus di viaggiare assieme agli individui e, di conseguenza, diffondere la pandemia a tutto il mondo nel giro di pochi decenni. Nessun complotto, dunque, ma come spesso accade una serie di fattori contingenti che hanno permesso ad un virus localizzato di espandersi e finire col terrorizzare l'intera popolazione mondiale. Un flagello che, peraltro, non accenna a placarsi, men che meno a trovare una soluzione ed una terapia definitiva: il caso del bambino italiano tornato sieropositivo dopo che sembrava essere riuscito a sconfiggere il virus grazie a tre anni di cure risulta purtroppo emblematico in questo senso.  

Pubblicato il: 03-10-2014
Di:
FONTE : Università di Oxford, Università di Lovanio

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