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Piccoli eroi in cerca di avventura

Dynamo Camp, primo camp di terapia ricreativa in Italia, offre a bambini e ragazzi affetti da gravi patologie croniche un luogo dove divertirsi spensierati e soprattutto riacquisire fiducia in se stessi

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Piccoli eroi in cerca di avventura Dynamo Camp

Un posto in qualche modo magico, dove i bambini e i ragazzi malati possono giocare e divertirsi insieme coinvolti in divertenti sfide e attività ricreative. Si tratta di  Dynamo Camp, un luogo di vacanza esteso per novecento ettari in un’oasi WWF a Limestre (Pistoia), che domenica 5 ottobre apre le sue porte a adulti, bambini e famiglie per farsi conoscere e raccontarsi.

Fondato nel 2007 dalla Fondazione Dynamo e gestito dall’Associazione Dynamo Camp Onlus (ente senza scopo di lucro volto a fornire assistenza sociale e socio-sanitaria), il camp ospita ogni anno più di mille bambini, dai sei ai diciassette anni, colpiti da patologie oncoematologiche, neurologiche e da diabete. La terapia ricreativa è alla base di tutti i programmi, con l’obiettivo di regalare ai piccoli ospiti un po’di quella infanzia che la malattia, le terapie e i periodi di ospedalizzazione hanno compromesso.
Per accogliere i bambini, ad oggi prevalentemente italiani, l'Associazione lavora con le principali strutture ospedaliere e associazioni del Paese, i criteri di ammissione sono prettamente medici e si procede per gruppi di patologia e di età, dai sei ai dodici anni e dai tredici ai diciassette anni.

«Ospitiamo circa novanta bambini a settimana per tutto il periodo estivo, ma anche durante le vacanze natalizie, pasquali e nei week end - spiega Serena Porcari, vice presidente dell’Associazione Dynamo Camp Onlus e consigliere delegato di Fondazione Dynamo -. Grazie al centro medico interno, i ragazzi sono seguiti costantemente nelle cure necessarie e, grazie all'organizzazione attenta del nostro staff, possono divertirsi senza pensare a nulla. Tutte le attività prevedono una sfida per il bambino, dall’arrampicata, al tiro con l’arco, alla terapia ludica con i cani , al campeggio, sino alla musica, al teatro e all’arte. Infatti - continua la vice presidente - artisti contemporanei, registi, attori  offrono il proprio contributo volontario trascorrendo una settimana con i ragazzi e producendo opere d’arte, cortometraggi e una rappresentazione finale».

I programmi sono innanzitutto pensati per bambini e ragazzi non accompagnati ma, dal 2012, ne sono stati avviati altri tre della durata di quattro giorni ciascuno. Il primo è dedicato alle famiglie, il secondo ai fratelli e alle sorelle dei bambini malati che hanno preso parte alle attività del camp e l’ultimo agli adolescenti tra i 17 e i 19 anni che sono stati ospitati in passato e che intendono diventare volontari.
«Il programma famiglie nasce con l’obiettivo di far riavvicinare i vari componenti del nucleo famigliare a volte divisi dalle difficoltà provocate dalla malattia di uno dei figli - afferma Porcari -. Questi programmi sono particolarmente importanti per i fratelli e le sorelle sani, perché durante il soggiorno hanno la possibilità di comprendere che ci sono altre famiglie che vivono le loro stesse sofferenze».

Ma come sono finanziate le attività del camp? L’Associazione, partner italiano di SeriousFun Children's Network (associazione americana fondata più di vent’anni fa da Paul Newman), «è sostenuta quasi esclusivamente attraverso donazioni private - conclude la vice presidente -, collabora con enti di volontariato in tutta Italia e conta su 630 volontari dai diciannove anni in su. Per la gestione delle attività, Dynamo Camp ha anche cinquanta dipendenti retribuiti oltre a dottori, infermieri e specialisti responsabili del centro medico durante i programmi».

Pubblicato il: 01-10-2014
Di:
FONTE : Dall'ufficio stampa di Dynamo Camp, intervista a Maria Serena Porcari

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