Expo 2015

Expo 2015

Speciale nutrire il Pianeta
Vai allo speciale

Terme di Comano

Comano: valle della salute
Vai allo speciale

Noprofit Pediatria

Accanto all'ospedale il posto giusto per sentirsi a casa

La Fondazione per l'Infanzia Ronald McDonald Italia festeggia i suoi quindici anni e presenta un libro illustrato che racconta la ricerca dei piccoli malati di una casa lontano da casa

4 di 5
Accanto all'ospedale il posto giusto per sentirsi a casa Thinstock

Quindici anni celebrati in un grande libro illustrato che racconta le iniziative promosse dalla Fondazione per l'Infanzia Ronald McDonald Italia dal 1999 al 2014. Il Posto Giusto - questo il titolo del volume per bambini edito da Carthusia Edizioni (casa editrice specializzata in libri illustrati per ragazzi) - racconta l'importanza di stare insieme e spiega come la casa sia il luogo dove non ci si sente mai soli.
 
La casa, quindi, sinonimo di serenità, che per un bambino malato può trasformarsi nella medicina più importante. Per questo motivo la Fondazione (sede locale della Ronald McDonald House Charities, organizzazione no profit nata nel 1974 negli Stati Uniti) costruisce, acquista e gestisce Case Ronald ubicate vicino a strutture ospedaliere (cinque finora) e Family Room (due a tutt’oggi), situate all’interno dei reparti pediatrici, che offrono ospitalità e assistenza ai bambini gravemente malati e alle loro famiglie durante il periodo di terapia in ospedale.
 
«La casa è fondamentale nei primi anni di vita - commenta Domenico Barrilà, psicoterapeuta e analista adleriano - questa locuzione, primi anni di vita, per noi adulti significa un frammento della nostra esistenza, ma per un bambino, in quel momento, equivale a tutta la vita. Ciò che accade in quegli anni è fondamentale perché in quel periodo si struttura lo stile di vita, in altre parole il modo con cui ognuno persegue i propri obiettivi. Lo stile di vita viene influenzato dagli eventi traumatici, è ovvio. Ma entrando in dettaglio, si può dire che un trauma tocca due dei tre elementi costitutivi dello stile di vita - continua l'esperto -; il primo non può essere scalfito perché si tratta della costituzione ereditaria, evidentemente non modificabile, il secondo è l'ambiente, il bambino cambia ambiente quando si ammala, il terzo è l'impressione soggettiva, cioè la logica privata utilizzata per leggere gli eventi. Il piccolo, quando vive un evento traumatico, modifica la sua logica privata, comincia a spostare le sue energie verso la parte difensiva della vita e non verso quella costruttiva».
 
Per questo motivo, per attenuare il trauma che un bambino vive nel dover lasciare la propria casa e i propri famigliari a causa di un ricovero ospedaliero spesso lungo, la Fondazione ha istituito le Case Ronald e le Family Room, una «Casa lontano da casa», un luogo dove, accanto alle struttura ospedaliera si possa riunire tutto il nucleo familiare. In questi luoghi il bambino può continuare a vivere assieme alla propria famiglia quando non è impegnato nelle terapie alleviando i disagi della degenza.
«La più grande paura del bambino malato è quella dell'abbandono. In queste case il piccolo vive una dose omeopatica di abbandono - spiega ancora lo psicoterapeuta -. D’altro canto ciò che accade in quegli anni rischia di segnare a lungo un individuo; mitigare la traumaticità della malattia ne può ridurre le conseguenze psicologiche successive».
 
 «Il ruolo dei genitori è importante, possono aiutare molto i propri figli o essere più negativi - aggiunge Barillà -.  Alcuni hanno la forza sufficiente per incorporare questa sofferenza facendola diventare un mattone costruttivo e altri, purtroppo, si identificano talmente tanto nella sofferenza del figlio da cadere in depressione. Va detto però che stare vicino al proprio figlio aiuta, il fatto che bambino e genitori si vedano costantemente ha un'azione pacificante su entrambi».
 
Il Posto Giusto attraverso l'abile penna di Beatrice Masini e le illustrazioni di Simona Mulazzani racconta la storia di uno scoiattolo che parte alla ricerca di un posto che ancora non conosce ma di cui sente il bisogno.
«La metafora dello scoiattolo rappresenta il percorso della vita, gli obiettivi che vogliamo raggiungere - spiega Pierluigi Monteverdi, presidente della Fondazione -  ma è anche una traccia di ciò che la Fondazione è riuscita a fare in questi anni». Ma come nasce questo libro? «Un libro illustrato nasce sempre da una congiunzione astrale favorevole tra l'autore e l'illustratore - risponde Beatrice Masini, giornalista, autrice di libri per bambini -.  Credo che l'ottima riuscita del libro sia dovuta alla resa delle immagini di Simona Mulazzani sulla storia; il fatto che il disegnatore aggiunga qualcosa che non è raccontato a parole crea coinvolgimento, non c'è ripetizione tra il testo e l'immagine».
 

Pubblicato il: 24-09-2014
Di:
FONTE : Dall'ufficio stampa della Fondazione per l’Infanzia Ronald McDonald, intervista a Pierluigi Monteverdi, Beatrice Masini e Domenico Barrilà

© 2017 sanihelp.it. All rights reserved.