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Salute Tre diversi ceppi di virus le cause dell'epidemia

Influenza: quest'anno previsti 4 milioni di italiani a letto

Secondo le previsioni degli esperti dell'Università degli Studi di Milano, i primi episodi influenzali compariranno ad inizio novembre per raggiungere il picco intorno al periodo natalizio. I sintomi non saranno particolarmente aggressivi

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Influenza: quest'anno previsti 4 milioni di italiani a letto Thinstock

L'estate è terminata, sebbene per molti versi sembra non essere mai cominciata, e l'autunno è alle porte, anche se nella maggior parte delle regioni italiane ha già iniziato in maniera invadente ad abbassare le saracinesche del sole e diminuire le temperature: e con l'approssimarsi della brutta stagione, immancabile come il panettone a Natale, arriva la classica epidemia di influenza, che costringerà a letto con termometro in bocca e ghiaccio in testa una fetta non indifferente di popolazione.

Le prime ondate di gelo quest'anno sono attese per inizio novembre: ed è appunto questo il particolare periodo che gli esperti dell'Università degli Studi di Milano hanno segnato sul calendario come principio dei primi episodi di influenza, che durante l'inverno colpirà circa 4 milioni di italiani secondo le loro previsioni. Prima di cominciare a sperticarci in inutili scongiuri, però, bisogna sottolineare che i ricercatori milanesi hanno tenuto a precisare che i sintomi della malattia non saranno particolarmente aggressivi.

Sono tre i ceppi di virus attesi per quest'anno: H1N1 California, H3N2 Massachusetts e B Texas. Nonostante le denominazioni esotiche, e piuttosto cinematografiche, possano far pensare a qualche tipo di epidemia futura incontrollabile, in realtà questi virus sono piuttosto conosciuti e previsti nelle profilassi stagionali dei vaccini: malgrado questo, però, gli italiani influenzati saranno molti anche a causa dei virus cosiddetti «cugini», che hanno già colpito durante l'estate a causa dei frequenti sbalzi termici di questa stagione ballerina e che potranno aumentare il computo dei malati fino a circa 10 milioni.

Si raccomanda sempre prudenza tra quei soggetti a rischio, sui quali questi virus tendenzialmente innocui potrebbero sviluppare qualche sorta di complicazioni: dunque anziani e persone affette da condizioni respiratorie o cardiache, come sempre, dovranno prestare particolare attenzione. Per chiunque voglia ricorrere al vaccino, sempre secondo gli esperti dell'Università degli Studi di Milano, il periodo migliore potrebbe essere fine novembre, per evitare il picco di un'epidemia che in special modo dovrebbe risultare virulenta attorno al periodo natalizio. 

Pubblicato il: 12-09-2014
Di:
FONTE : Università degli Studi di Milano

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