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Lo sport più adatto ai bambini: come sceglierlo

Dopo le vacanze estive i bambini, oltre al rientro a scuola, si trovano di fronte alla scelta dell'attività sportiva da praticare tutto l'anno. Le linee guida degli esperti per non sbagliare

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Lo sport più adatto ai bambini: come sceglierlo Thinstock

Si rientra dalle vacanze, i genitori tornano a lavoro e i più piccoli a scuola. Spesso settembre è anche il momento di scegliere lo sport da svolgere durante l’anno; i grandi in genere continuano lo sport sospeso prima delle vacanze, mentre i bambini cambiano e provano altre discipline.

Ma come scegliere lo sport più adeguato?
Secondo gli esperti dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, l’attività nei primi quattro, cinque anni di vita deve favorire la conoscenza del proprio corpo. In seguito, si possono cominciare a praticare sport più specialistici e di squadra. Uno sport apprezzato dai medici e consigliato ai bambini già in età prescolare è il nuoto, perché considerato completo. Oltre a questo, fino ai sette, otto anni sarebbe opportuno praticare attività quali l’atletica leggera o la ginnastica, discipline dove è possibile sia imparare a utilizzare il proprio corpo nello spazio, sia migliorare la coordinazione neuromotoria.
 
Le discipline sportive collettive come il calcio, la pallavolo e la pallacanestro sono in genere apprezzate dai bambini sopra i sette anni perché coniugano impegno atletico, aspetto ludico e spirito di squadra. Gli sport individuali, invece, (ginnastica, sci, nuoto, ciclismo, canottaggio, scherma, arti marziali) richiedono resistenza alla fatica, capacità di concentrazione, senso di responsabilità.
Oltre i nove, dieci anni ci si può accostare anche a discipline più specializzate, che richiedono l'utilizzo di un attrezzo, come avviene ad esempio nella scherma, nel tennis o nel tiro con l’arco. Nel caso di sport che sollecitino in modo particolare la schiena, come la danza e la ginnastica artistica, è utile abbinare una pratica in grado di compensare e ridistribuire l’impegno.
 
Come afferma Attilio Turchetta, Responsabile di medicina dello sport all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, un passaggio importante è quello della certificazione medico-sportiva. La legislazione italiana assegna oltre che al medico dello sport, anche al pediatra di famiglia e al medico di base il compito di rilasciare il certificato non agonistico. È invece compito esclusivo del medico dello sport rilasciare la certificazione agonistica. Perseguire uno stile di vita corretto attraverso l’attività sportiva è considerato un obiettivo così importante tanto che  in numerose Regioni tutti i test a pagamento previsti per il rilascio della certificazione agonistica sono esenti dal ticket fino ai diciotto anni.
 
Per quanto riguarda, infine, i bambini che soffrono di malattie croniche, non esiste uno sport specifico da consigliare, ma come affermano gli esperti, è necessario seguire le inclinazioni e le aspirazioni del piccolo evitando le attività pericolose. Un bambino portatore di pace-maker dovrà evitare gli sport di contatto come le arti marziali e il rugby così da non rischiare eventuali traumi sul dispositivo. Potrà, invece, praticare in sicurezza il tennis, sport nel quale non si prevedono contatti fisici.

Pubblicato il: 02-09-2014
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FONTE : Da una nota dell'ufficio stampa dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma

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