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Per contrastare l'invecchiamento mangia bio

Secondo un recente studio condotto nel Regno Unito cereali integrali, frutta e verdura biologici conterebbero ben il 69% in più di antiossidanti rispetto agli stessi alimenti provenienti da colture convenzionali.

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Per contrastare l'invecchiamento mangia bio Thinstock

Spesso sentiamo discutere sulla reale valenza del cibo biologico in termini di salute e naturalità: c’è chi pone il dubbio sul fatto che questo tipo di colture siano davvero condotte nel pieno rispetto dell’ambiente e, ancora, non ne giustifica il prezzo più alto rispetto ai prodotti derivanti da una lavorazione tradizionale. La maggior parte degli Italiani però non la pensa così: a confermarlo è una ricerca elaborata da Aiab (Associazione italiana per l'agricoltura biologica) sulla base di indagini Firab (Fondazione italiana per la ricerca in agricoltura biologica e biodinamica) e su rilevazioni Ismea Gfk-Eurisko, che rivela come nel nostro Paese, durante il primo semestre dello scorso anno, nonostante un calo del 3,7% dei consumi alimentari convenzionali, si sia registrato un incremento dell'8,8 % dei consumi di biologico.
 
Agli Italiani piace bio dunque, e non a torto: un importante studio, condotto da un team internazionale di esperti guidati dalla Newcastle University del Regno Unito, avrebbe infatti recentemente dimostrato che le colture biologiche e gli alimenti a base di ingredienti bio contengono il 69% di antiossidanti in più rispetto alle colture convenzionali ed ai cibi da loro derivati. «Frutta, verdura e cereali prodotti con metodo bio forniscono antiossidanti supplementari, equivalenti ad almeno 1-2 porzioni extra di frutta e verdura al giorno» hanno affermato i ricercatori coinvolti.
 
Lo studio, pubblicato sulla prestigiosa rivista British Journal of Nutrition, mostra anche la presenza di livelli significativamente più bassi di metalli pesanti tossici nelle colture biologiche: cadmio, ma anche mercurio e piombo, sarebbero inferiori di quasi il 50% rispetto alle quantità contenute nei prodotti coltivati tradizionalmente.
 
Attenzione però a distinguere il vero biologico dalle truffe: un aiuto in questo senso può arrivare dalle etichette dei prodotti stessi, che dovrebbero contenere informazioni dettagliate sui produttori, le loro aziende, le varietà vegetali coltivate, le tecniche di coltivazione, ed i territori di provenienza. Le cooperative socie del Consorzio Marche Biologiche, per esempio, vantano sistemi di tracciabilità informatizzata delle merci in entrata e in uscita e forniscono una doppia certificazione (di biologicità e di provenienza del prodotto), ma non è tutto: sottopongono inoltre l’intero processo a certificazioni nazionali e internazionali, a seconda del paese di destinazione.
 
«É sempre più evidente che per garantire la veridicità delle produzioni biologiche – ha dichiarato a tale proposito Francesco Torriani, presidente del Consorzio Marche Biologiche - occorre sviluppare di più le sinergie possibili tra metodo produttivo e filiere produttive locali, esclusivamente dedicate al metodo biologico, come già si sta facendo da alcuni anni in diverse realtà produttive a partire da quelle operanti nella nostra Regione».
 
 

Pubblicato il: 28-07-2014
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FONTE : da uno studio guidato dai ricercatori della Newcastle University del Regno Unito e pubblicato sulla rivista British Journal of Nutrition, con una nota del Presidente del Consorzio Marche Biologiche; i dati sul consumo del biologico in Italia sono tratti da una ricerca dell'Aiab

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